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SENTENZA DELL'UTRI/ Pamparana: per il senatore del Pdl non vale la prescrizione, si prepara un nuovo processo

Pubblicazione:mercoledì 25 aprile 2012

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La Cassazione ha depositato le motivazioni relative alla sentenza con cui circa un mese fa annullava la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa a carico del senatore Pdl Marcello Dell'Utri. Secondo i giudici Dell'Utri "pagò cospicue somme" per ottenere la protezione della mafia nei confronti di Silvio Berlusconi (definito in "posizione di vittima"). L'assunzione dello stalliere Mangano fu, ad esempio, un gesto obbligato a cui Berlusconi acconsentì essendo sotto minaccia mafiosa.
Nel dettaglio viene quindi confermato l'annullamento della sentenza della Corte di appello di Palermo che chiedeva sette anni per Dell'Utri, ma nessuna assoluzione. Come spiega Andrea Pamparana a IlSussidiario.net, "è in arrivo un nuovo processo d'appello dove questa volta chiederanno almeno undici anni di condanna". 

Pamparana, che idea si è fatto delle motivazioni della sentenza della Cassazione?

Un'idea molto semplice: la Cassazione non ha assolto Dell'Utri, ma ha fatto un annullamento con rinvio che è una cosa molto diversa. Annullare significa annullare il verdetto che aveva richiesto sette anni al senatore, non accettare la nuova richiesta della accusa che voleva dare nove anni di pena e rinviare a un nuovo processo. In pratica si dice che quel processo è sbagliato, non aveva elementi di prova sufficienti, non dava alcuna indicazione in tal senso.
Lo dissi quando venne emessa la sentenza, non è ancora stata fatta giustizia. Si farà un processo di appello e gli chiederanno undici anni. Ma c'è un dettaglio molto pericolo sono nelle motivazioni.

Quale?

Era prevista la prescrizione del reato per il 2014, e quindi un processo d'appello di questa importanza si ipotizzava non arrivasse al 2014, la Cassazione però ha detto che per la gravità del reato ipotizzato vale la legge precedente.

Ma se è stata annullata la sentenza di Palermo perché di fatto non si sono trovate prove, sperano di trovarle adesso?

Probabilmente no, il problema però è un altro e cioè che la politica si è dimenticata per ragioni di interesse personale di modificare un'aberrazione tipicamente italiana, il concorso esterno.

In che senso?

Fregare il proprio avversario politico a prescindere dalla bandiera ideologica che porta.

E perché definisce il concorso esterno un'aberrazione tutta italiana?

Il concorso esterno nasce ai tempi del terrorismo e  viene motivato in modo intelligente da Falcone e Borsellino, poi però è stato utilizzato a scopo politico da certi magistrati. Il concorso esterno è qualcosa di allucinante, è una cosa che in un Paese che si definisce patria del diritto, solo dei giustiziasti in malafede possono pensare sia utile per riscrivere la storia.

Berlusconi nelle motivazioni viene definito "in posizione di vittima della mafia".


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COMMENTI
25/04/2012 - Non capisco Pamparana (Giuseppe Crippa)

Non riesco a capire come mai Pamparana, al posto di incoraggiare Dell’Utri, verso l’innocenza del quale nutre fiducia, a rinunciare alla prescrizione per difendersi nel merito nel nuovo processo, si scandalizzi dei termini di prescrizione. E neppure capisco perché giustifichi Berlusconi dal “non aver chiamato i carabinieri” con il non documentato argomento che forse anche Agnelli e De Benedetti l’hanno fatto: se c’è un “errore” di Berlusconi che la gente capisce e giustifica senza bisogno di esempi di altri, probabilmente è proprio questo.