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Cronaca

IL CASO/ 1. Il magistrato: l'ansia di scoop di certi giudici ci vuole tutti colpevoli

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Le condizioni disumane di cui parla il magistrato sono per lo più note alla cronache, seppur poco spesso se ne parli. «Le carceri italiane non versano di certo in una felice situazione. Anzitutto a causa del sovraffollamento. San Vittore è stato fatto per ospitare 600 persone, con una tolleranza massima di 800. Ce ne sono 1600. Consideri che due reparti sono stati chiusi perché sono pericolanti. I detenuti, come se non bastasse, possono uscire dalla loro celle al massimo 4 ore al giorno». E sempre il sovraffollamento «rende impossibile, anche se sarebbe doveroso, collocare chi è stato condannato e chi, invece, è in custodia cautelare in celle distinte». Un dramma; tanto più che anche chi è sottoposto alla custodia cautelare, rischia in certi casi di rimanere in carcere a lungo. «La misura, infatti, viene stabilità proporzionalmente al reato per il quale il soggetto è indagato».

 

(Paolo Nessi)

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