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Cronaca

IL CASO/ 2. La "nuova Inquisizione" di Facebook che condanna Monti e Napolitano

Giorgio Napolitano e Mario Monti (Infophoto)Giorgio Napolitano e Mario Monti (Infophoto)

Indomiti, dunque. Ma spontanei, e popolari: su Facebook, dove il consenso, democraticamente, si misura col pollice recto e il dissenso col pollice verso, la fan page dell’avvocato cagliaritano Paola Musu, che come molti altri collega l’arrivo del governo tecnico ai diktat di Bce e banche internazionali e parla di attentato contro la Costituzione dello Stato, conta già 15.594 “mi piace”. A un migliaio di chilometri più a nord, un altro avvocato, Gianfranco Orelli, di chiara fama filoinsubrica, chiama in causa per attentato alla Costituzione il presidente Napolitano che, insieme con Mario Monti e Silvio Berlusconi, avrebbe anteposto alla fiducia del parlamento quella della Bce e del Fondo monetario internazionale, “piegando le istituzioni alle ragioni di una strumentalizzata emergenza”. Perché è vero che “si stava meglio quando si stava peggio”. Ma è anche vero che, per molti, il meglio è nemico del bene.

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COMMENTI
26/04/2012 - Un lavoro di costruzione (Giuseppe Crippa)

Le considerazioni di Marina Marinetti sugli “spontanei popolari indomiti incoscienti” sono interessanti (e ci mancherebbe solo che venissero perseguiti dopo che molti giornali scrivono da mesi le stesse cose) ma ancor di più trovo apprezzabili le riflessioni di Francesco Giuseppe Pianori, che auspica un silenzioso e duro lavoro di costruzione di opere economiche e sociali da parte della società civile senza contare nell'aiuto dello Stato.

 
26/04/2012 - Forse... (Francesco Giuseppe Pianori)

E' vero che su facebook molti sono contrari a Napolitano e Monti. Sono i "disperati"? Sono gli "incoscienti"? Ignari di quello che vuol dire in Italia accusare di colpo di stato Presidente e Primo Ministro (Denunce, diffamazione e carcere)? Forse sono cittadini che si sentono traditi e manipolati. In colloqui informali, in cene di amici, per strada o al bar, normalmente il Governo e il Presidente sono sentiti così. E' un dato di fatto. C'è chi ironizza, un po' come si faceva con le barzellette ai tempi del Duce, pardòn del dittatore fascista (abbiamo appena celebrato il 25 aprile!). L'unica voce seria, l'unica parola vera per il popolo italiano in questi tempi viene dal Papa: basta guardare quanta gente è presente la domenica all'Angelus. La fiducia la si conquista non per decreto presidenziale o per nomina parlamentare, grazie a Dio. E' ovvio che non sono le proteste, le accuse, le petizioni, i richiami, peraltro inutili e inascoltati, alle leggi e alla Costituzione a cambiare le cose; è chiaro che, come nei tempi "bui" delle dittature o dei ricatti usurari o delle invasioni barbariche, chi costruisce vince, nel silenzio e nella sofferenza magari. Se manca la persona, l'Io... Come ebbe a dire un uomo sincero: Le occasioni difficili e dure sono il tempo della persona. Il Papa ne è un esempio; altro che i richiami del Presidente Napolitano o le (im)popolari misure SalvaItalia del Presidente del Consiglio Monti! Credo di più al Papa e cerco di seguirlo: è una guida vera.