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IL CASO/ 2. La "nuova Inquisizione" di Facebook che condanna Monti e Napolitano

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Giorgio Napolitano e Mario Monti (Infophoto)  Giorgio Napolitano e Mario Monti (Infophoto)

Mentre la Bocconi de’ noantri (leggasi Luiss di Roma) sbandiera un francamente poco credibile 43,79% di consensi nei confronti di Mario Monti, spingendosi a sostenere che un’inverosimile lista guidata dal già consulente Goldman Sachs (nonché membro della Trilateral e del Bilderberg), arriverebbe a conquistare il 29,6% delle preferenze degli italiani, da nord a sud, isole comprese, contro di lui (e non solo) fioccano denunce che rischiano di intasare la Procura della Repubblica di Roma.

Attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato (art. 241 del codice penale), associazione sovversiva (art. 270 c.p.), attentato contro la Costituzione dello Stato (art. 283 c.p.), usurpazione di potere politico (art. 287 c.p.), attentato contro gli organi costituzionali (art. 289 c.p.), attentato contro i diritti politici del cittadino (art. 294 c.p.) e financo cospirazione politica mediante accordo e mediante associazione (artt. 304 e 305 c.p): sono le accuse che, in blocco, ma anche a puntate, vengono rivolte a colui che più d’uno principia ad appellare come “Re Giorgio”, insieme col bocconiano premier e la nutrita squadra di qualificati tecnici che lo affiancano nella missione di salvare il Bel Paese. Li si accusa, in parole povere, di aver fatto un vero e proprio “colpo di Stato”.

Non sono le uova lanciate dai ragazzi dei centri sociali all’indirizzo dei ministri Fornero e Profumo a Torino: sono i (masochistici) appelli di cittadini di ogni luogo e censo che reclamano quella sovranità che, stando al primo articolo della Costituzione, appartiene al popolo. Ad Abbiategrasso Salvatore Mandarà, a Vicenza Fabio Castellucci, a Vigevano Giuseppe Contini, A San Sebastiano al Curone Marines Zanini, a Perugia Carla Catanzaro, a Brescia Davide Trappa, a Biella Stefano Prior, a Nuoro Lai Estevan, a Bologna Roberto Chiavetteri, ad Alba Mediterranea Orazio Fergnani, ad Ascoli Piceno Dario De Angelis, solo per citarne alcuni: la lista degli indomiti (o incoscienti che dir si voglia) si allunga in tempo reale... presumibilmente anche negli schedari di qualche poco illustre servizio deputato al mantenimento della “pubblica quiete”.

Un movimento che, passateci l’azzardata analogia, ricorda quei sedevacantisti che, dal Concilio Vaticano II in poi, dichiarano occupato abusivamente il Soglio che fu di Pietro. Ma se quelli, dei quali si occupa la Congregazione per la dottrina della fede (ex Sant’Uffizio, già Romana e Universale Inquisizione), rischiano la scomunica, questi cosa dovranno attendersi? Certo non l’esilio, che ben lungi dall’essere castigo, potrebbe semmai costituire consolazione.


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COMMENTI
26/04/2012 - Un lavoro di costruzione (Giuseppe Crippa)

Le considerazioni di Marina Marinetti sugli “spontanei popolari indomiti incoscienti” sono interessanti (e ci mancherebbe solo che venissero perseguiti dopo che molti giornali scrivono da mesi le stesse cose) ma ancor di più trovo apprezzabili le riflessioni di Francesco Giuseppe Pianori, che auspica un silenzioso e duro lavoro di costruzione di opere economiche e sociali da parte della società civile senza contare nell'aiuto dello Stato.

 
26/04/2012 - Forse... (Francesco Giuseppe Pianori)

E' vero che su facebook molti sono contrari a Napolitano e Monti. Sono i "disperati"? Sono gli "incoscienti"? Ignari di quello che vuol dire in Italia accusare di colpo di stato Presidente e Primo Ministro (Denunce, diffamazione e carcere)? Forse sono cittadini che si sentono traditi e manipolati. In colloqui informali, in cene di amici, per strada o al bar, normalmente il Governo e il Presidente sono sentiti così. E' un dato di fatto. C'è chi ironizza, un po' come si faceva con le barzellette ai tempi del Duce, pardòn del dittatore fascista (abbiamo appena celebrato il 25 aprile!). L'unica voce seria, l'unica parola vera per il popolo italiano in questi tempi viene dal Papa: basta guardare quanta gente è presente la domenica all'Angelus. La fiducia la si conquista non per decreto presidenziale o per nomina parlamentare, grazie a Dio. E' ovvio che non sono le proteste, le accuse, le petizioni, i richiami, peraltro inutili e inascoltati, alle leggi e alla Costituzione a cambiare le cose; è chiaro che, come nei tempi "bui" delle dittature o dei ricatti usurari o delle invasioni barbariche, chi costruisce vince, nel silenzio e nella sofferenza magari. Se manca la persona, l'Io... Come ebbe a dire un uomo sincero: Le occasioni difficili e dure sono il tempo della persona. Il Papa ne è un esempio; altro che i richiami del Presidente Napolitano o le (im)popolari misure SalvaItalia del Presidente del Consiglio Monti! Credo di più al Papa e cerco di seguirlo: è una guida vera.