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RISTORANTI/ Quella locanda in mezzo al Prosecco dove la semplicità è l'anticamera della bellezza

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Un vigneto (Foto: Infophoto)  Un vigneto (Foto: Infophoto)

Si può dire che man mano che scopri l'Italia qualcosa diventa un po' tuo? Io credo di si, e non è questione di sentirsi apolidi, anzi: più ami le tue radici, più sei propenso a vedere come l'affetto per una terra si genera anche altrove. Nel Veneto ad esempio. Ecco, il Veneto per me è una scoperta, giacchè a parte Venezia, Padova e Verona, in gioventù ma anche per questioni lavorative fino a 40 anni, non è mai capitata una frequentazione. Eppure quando vedi Treviso pensi subito che ti sei perso qualcosa. E la maestosità di Vicenza, la bellezza raccolta di Rovigo, o il mio debole per quella perla che rimane Belluno? Giancarlo Moretti Polegato, che ho incontrato l'altra settimana nella sua Valdobbiadene, m'ha detto che non posso perdermi Asolo. E mentre me lo diceva, in cuor mio pensavo: “Perché c'è un posto ancora più bello di quello dove mi trovo?”

A Valdobbiadene sono arrivato la sera di sabato verso le 22, facendo la strada della Valsugana, che passa per Feltre e poi arriva in queste terre benedette dall'uva glera, che dà origine al fenomeno del Prosecco.

Oggi è il vino italiano più venduto nel mondo e la sua piacevolezza è irresistibile, unita alla possibilità di un buon prezzo. Conosco tante persone che vengono qui a comprarsi il Prosecco da imbottigliare a casa, poi offerto da aperitivo o a tutto pasto. Oggi c'è un dilagare di questo vino, tanto che se ne produce non solo in provincia di Treviso, ma in tutto il Veneto. Anche se il cuore è qui, tra Conegliano Veneto e Valdobbiadene. Anzi, il cuore è a San Pietro in Barbozza, paese natio di don Lucio Guizzo e centro del Cartizze, che è la massima espressione di questo vino, concentrata in un territorio di colline e vigneti fitti-fitti.

Tornando al mio viaggio, prima dell'ingresso in Valdobbiadene un cartello vistoso indica la Locanda Villa Sandi, che è uno dei posti più belli che abbia visitato ultimamente. Posteggi l'auto in un parco raccolto dove c'è la bottega dei vini di casa Sandi, e ti stupisci dell'ordine di quei prati, dei sentieri della veranda con le sedie a dondolo per fumarti un buon sigaro, appena finita la cena in questo locale dai toni caldissimi, dove il legno ti avvolge, su due piani. Giancarlo segue la cantina, che fa grandi numeri di Prosecco, ma anche di brut metodo classico e di vini rossi. Il fratello Mario si occupa invece di Geox, la nota azienda di scarpe, che è nata quasi per caso giacché durante una fiera di vini a New York, dalla disperazione per un mal di piedi, fece un taglio artigianale alle scarpe che indossava che gli portò sollievo. Quando tornò in Italia, perfezionò il sistema e nacque una nuova attività. Il genio veneto è una cosa del genere. E mi ha colpito, il giorno seguente (dopo una notte fantastica nei lettoni della Locanda, in quelle camere tutte legno) visitare la villa palladiana che dà il nome all'azienda. Ebbene, la vocazione di queste strutture bellissime è sempre stata produttiva - mi hanno spiegato - mai un residuo residenziale. 



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