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Cronaca

DELITTO VIA POMA/ Coppi: anche l'opinione pubblica non ha mai creduto alla condanna di Busco

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Dubito che le mezze misure possano realmente servire a qualcosa. Non credo, ad esempio, che essere obbligati a presentarsi di fronte ad un commissariato, di tanto in tanto, annulli il pericolo di reiterazione del reato. Piuttosto, sarebbe necessario apportare una serie di modifiche al sistema.

Quali?

Il provvedimento cautelare dovrebbe essere adottato e servire nell’immediatezza delle indagini; e, in quel caso, le indagini dovrebbero essere privilegiate rispetto a qualsiasi altro tipo di procedimento, in tempi brevissimi. Sarebbe necessario, oltretutto, ridurre in tempi  della custodia stessa, per obbligare il magistrato a compiere gli accertamenti nel più breve tempo possibile.

Si obietterà che mancano le risorse.

Dobbiamo partire da due presupposti: la libertà personale è il bene di maggior interesse per ciascun individuo;  inoltre, la Costituzione riconosce la presunzione di non colpevolezza dell’imputato. Allora, reclamare indagini rapide e riduzione dei termini di custodia cautelare, sono indirizzi che andrebbero perseguiti con molta convinzione. D’altro canto, la presunzione di innocenza fa sì che l’indagato, se non si riesce a celebrare il processo in certi termini, abbia il diritto ad essere processato mentre si trova in Stato di libertà. Qualunque sia il reato contestato.

Trova che il principio della presunzione di innocenza sia noto all’opinione pubblica italiana?

Il molti processi a cui ho partecipato, vedendone la rappresentazione in tv, mi è capitato di chiedermi se non avessi preso parte ad un altro processo. L’opinione pubblica, salvo casi eccezionali, è portata immediatamente a ritenere che chi è stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare sia colpevole. Vale il ragionamento: “se è in galera, qualcosa deve aver fatto”.

Qual è stato l’atteggiamento nei confronti di Busco da parte dell’opinione pubblica

Devo dire che l’opinione pubblica, come gran parte dei mezzi di comunicazione, non avevano ritenuto persuasiva la prima sentenza, che aveva ricevuto più critiche che opinioni. C’era un’aspettativa di riforma. Del resto, probabilmente, l’idea che Busco potesse avere commesso un delitto nei confronti di una persona con la quale aveva una relazione da diverso tempo per motivi di natura sessuale, è apparsa poco convincente. 

 

 

(Ottaviano Grandiài)

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