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CRISI/ Imprenditore suicida dopo esser stato costretto a licenziare i figli

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Nessuno poteva immaginare il dramma interiore che quell’uomo stava vivendo. L’ennesimo caso di suicido da parte di un imprenditore dettato dall’esasperarsi di fatiche immani per andare avanti e non lasciarsi sopraffare dagli strali della crisi. Che, sempre più spesso, si manifestano sotto forma di debiti insolvibili. Questa volta, però, si è aggiunta una specie di beffa maligna. Un imprenditore edile 55enne, originario di Mamoiada, paese del Nuorese, si è tolto la vita come tanti, troppi altri, imprenditori di recente; lui, tuttavia, oltre ad essersi ritrovato suo malgrado in una situazione insostenibile, è stato costretto a licenziare i propri figli. Aveva dato lavoro a molti giovani del suo paese, che contribuivano alla costruzione di abitazioni di villeggiatura. Di fronte alle difficoltà economiche non ha aveva potuto fare altrimenti che chiudere la propria azienda, dichiarare la cessata attività. Contestualmente, aveva dovuto, secondo le ricostruzioni dell’Unione Sarda, dare il ben servito ai suoi due ragazzi. Poi, venerdì, nella vigna di sua proprietà, si è tolto la vita con un colpo di pistola. Senza lasciare neanche un biglietto. «Non potevamo immaginare nemmeno lontanamente il dramma interiore che quest'uomo stava attraversando faceva parte di una famiglia molto unita, era una persona in gamba», ha commentato il sindaco della cittadina, Graziano Deiana. Pochi giorni fa era stata la volta di un altro imprenditore, Diego Peduto, di 52 anni. Anch’egli operava nel campo immobiliare e si è ucciso a Napoli, lanciandosi dall'ottavo piano di un palazzo di via Cilea, nel quartiere Vomero. L’uomo era già al secondo tentativo. Lunedì pomeriggio era stato fermato prima di gettarsi nel vuoto da un dirupo, a 50 metri di altezza. I poliziotti lo avevano rintracciato grazie al segnale emesso dal suo telefono cellulare, in seguito ad una segnalazione della moglie. Tuttavia, dopo essere stato condotto in ospedale, aveva rifiutato il ricovero ed era tornato a casa, dove ha deciso di compiere l’estremo gesto. Proprio oggi, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha proposto di introdurre la possibilità per quei cittadini che vantano crediti nei confronti dello Stato di non pagare i propri debiti fino all’ammontare della cifra che gli è dovuta.

 


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