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LEGA NORD/ Indagato il tesoriere Belsito, perquisizioni in via Bellerio

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Francesco Belsito, tesoriere della Lega Nord, risulta indagato con l'accusa di appropriazione indebita aggravata e uso di fondi elettorali di Stato. E' il clamoroso sviluppo di una indagine partita diversi mesi fa dalla procura di Milano e che ha portato stamattina i carabinieri nella sede nazionale del partito in via Bellerio a Milano, ma anche nelle case di alcuni esponenti politici. Sono stati i carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico con la presenza del pubblico ministero Henry John Woodcock a presentarsi nella sede della Lega insieme a rappresentanti della Guardia di finanza. L'indagine si svolge insieme alle procure di Napoli e Reggio Calabria. Ci sono diversi indagati, ma certamente il nome più importante è quello del tesoriere del partito di Umberto Bossi, Francesco Belsito. Il suo nome era già apparso agli onori delle cronache per una inchiesta relativa ad alcuni investimenti e operazioni finanziarie per il valore di 38 milioni di euro in Tanzania e a Cipro. E' da qui che è partito il nuovo sviluppo di indagine. Ai tempi Umberto Bossi aveva giustificato quelle operazioni e quegli investimenti all'estero dicendo che il suo partito temeva il default dell'Italia. Al momento non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali da parte della Lega sul blitz delle forze dell'ordine e sul nuovo sviluppo di indagine. Gli altri due indagati insieme al tesoriere sarebbero Stefano Bonnet e Paolo Scala. Come detto, l'inchiesta si apre su vari filoni. A Napoli Belsito ad esempio è anche accusato di truffa sui rimborsi elettorali, dunque reato di finanziamento dei partiti. A Milano invece l'accusa è quella di appropriazione indebita per aver preso denaro appartenente al suo partito. Belsito poi è anche accusato di truffa ai danni dello Stato - insieme a Bonnet - per le erogazioni date da parte dello Stato sotto forma di credito di imposta a favore della società Siram Spa che ha sede a Milano. A coordinare l'inchiesta è il procuratore aggiunto di Milano Alfrredo Robledo insieme ai pubblici ministeri Roberto Pellicano e Paolo Filippini, il pubblico ministero Woodcock per quanto riguarda la procura di Napoli e il pubblico ministero Lombardo per la procura di Reggio Calabria. 


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