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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 30 aprile, è San Pio V

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Oggi si celebra la memoria di San Pio V. Nacque al secolo Antonio Michele Ghislieri, a Bosco Marengo, in provincia di Alessandria, il 17 gennaio 1504. Apparteneva ad una famiglia nobile ma decaduta. Per mantenersi fece il pastore fino all'età di quattordici anni, quando entrò a fare parte dell'Ordine dei Frati Predicatori, comunemente conosciuti col nome di frati domenicani.

Nel 1519 prese i voti a Vigevano e poi completò i suoi studi di preparazione al sacerdozio a Bologna. Nel 1528 fu ordinato sacerdote a Genova. Già al momento della sua nomina come sacerdote, Michele Ghislieri cominciò a dare prova del suo rigore morale e della sua rettitudine, qualità che lo avrebbero ben presto reso noto negli ambienti ecclesiastici.

Fu rettore di molti conventi di domenicani, nei quali mise in atto una esemplare disciplina e un appassionato rigore nell'osservanza delle dottrine. Contemporaneamente insegnava filosofia e teologia. Facendo seguito a una sua espressa richiesta, venne nominato inquisitore a Como. Anche qui manifestò il suo rigore nella persecuzione di ogni forma di eterodossia religiosa e soprattutto si distinse per la tenacia con cui tentò di spegnere ogni focolare di protestantesimo che allora si introduceva in Italia attraverso la Lombardia.

Il Papa Paolo IV lo nominò vescovo di Nepi e Sutri, nel 1556, nel 1557 fu fatto cardinale e infine nel 1558 fu nominato Grande Inquisitore. Diventò vescovo di Mondovì durante il dicastero di Papa Pio IV, nel 1560.

Il 17 gennaio 1566, alla morte di Pio IV, il cardinale Michele Ghislieri fu eletto papa con il nome di Pio V.

Il suo pontificato fu caratterizzato dall'austerità che lo aveva reso famoso durante il suo ufficio di inquisitore. Emise molte bolle per punire l'accattonaggio, per vietare il carnevale come manifestazione della dissolutezza popolare. Cacciò le prostitute da Roma, e fu uno strenuo difensore del sacramento del matrimonio infliggendo pene esemplari agli adulteri.

Durante il suo pontificato diede nuovo impulso e vigore al tribunale della Santa Inquisizione. Creò la Congregazione dell'Indice con il compito di esaminare e condannare i libri contrari ai precetti della religione cattolica.

Fu anche un grande riformatore degli eccessi della curia romana, riducendo il numero dei prelati e istituendo, per valutare la loro idoneità all'ufficio, rigorosi esami delle loro doti morali. Vietò ai sacerdoti la simonia, cioè la vendita delle indulgenze, e la frequentazione delle osterie.

Fu molto apprezzato soprattutto dai poveri della città di Roma, che seguiva personalmente, frequentando assiduamente gli ospedali e i sanatori e ascoltando le loro richieste ed esigenze in udienze a loro riservate che a volte duravano anche dieci ore consecutive.


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