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PAPA/ Udienza del mercoledì: Benedetto "spiega" la libertà della Chiesa

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Certo, anche a Cuba  è andato per lo stesso motivo per cui è andato in Messico. Ovviamente, essendoci a Cuba ancora un regime dittatoriale, il suo arrivo era significativo anche a livello politico, almeno simbolicamente più che in Messico. E' andato a Cuba per confermare la chiesa ma anche per dare un aiuto alla chiesa rispetto alla linea che il Vaticano sta tenendo con Cuba, inaugurata da Giovanni Paolo II.

 

Come possiamo definire questa linea?

 

Da quel primo viaggio di quattordici anni fa il Vaticano ha sostanzialmente una linea di vicinanza al regime per ottenere più libertà possibile per i propri fedeli. Che abbia incontrato Fidel Castro e non i dissidenti è il segnale che ha voluto in qualche modo offrire al regime: sono qui non perché voglio in qualche modo abbattere il regime, ma anche per tranquillizzare voi. In questo senso, ha fatto capire Benedetto, vorrei ottener più libertà e un maggior diritto di sussistenza ai miei cattolici che sono qui.

 

Tutto questo a pochi giorni dalla Pasqua. Un messaggio di speranza per la Chiesa universale, in particolar modo quella europea?

 

L'auspicio del Papa è certamente quello. Si è reso conto che una fede viva c'è ancora da qualche parte nel mondo, e spera che questa fede possa ritornare anche nella secolarizzata Europa.

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