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DIARIO DA L'AQUILA/ Quella domanda di senso che unisce il terremoto alla Via Crucis

Pubblicazione:sabato 7 aprile 2012

Un momento di raccoglimento per le vittime del terremoto de L'Aquila (Foto: Infophoto) Un momento di raccoglimento per le vittime del terremoto de L'Aquila (Foto: Infophoto)

Stefano poche ore dopo il silenzio in cui risuonavano i suoi passi nella fiaccolata dell’Aquila risente ancora i suoi passi, nel silenzio di una Via Crucis per quella strada di Manoppello che ti porta davanti al Volto Santo, dentro il Santuario. Dietro le finestre lo sguardo di anziane donne che pregano, donne anziane come quelle che avevano la possibilità di guardare passare le fiaccole che nella notte procedevano verso Piazza Duomo. Unite dalla preghiera, unite nella preghiera. Nel silenzio ci sono le domande e le speranze di ogni uomo. «Oggi nella Via Crucis – sottolinea Stefano – stanotte nella fiaccolata, c’è tutto il dramma dell’uomo di fronte a un senso che non capisce. E questo accomuna tutti gli uomini. Il dramma di chiedere un senso al proprio destino. La fiaccolata, la Via Crucis sono i simboli di tutte le ipotesi di una strada, ben definita, che dà un senso alla nostra vita». La quotidianità, quel luogo “amico”, fatto di persone che aiutano giorno dopo giorno a spendersi nella ricostruzione. Rimettere insieme i pezzi e le macerie, non solo delle cose materiali ma anche del cuore.



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