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ROM/ Se la legge del più forte è quella dell'amicizia, non quella di chi spara

Lo stadio di Pescara (Foto: Infophoto) Lo stadio di Pescara (Foto: Infophoto)

Ma le storie che raccontano i volontari sono le più belle. Rapporti e amicizie che nascono, che riescono ad abbattere i muri dell’indifferenza. Persone che dedicano il loro tempo libero per confrontarsi, per attraversare l’anima di chi chiede, di chi sicuramente ha bisogno, non tanto materiale ma di avere una persona di riferimento, una guida che gli indichi una strada. «Combattiamo contro l’abbandono scolastico dei più piccoli – afferma il direttore del Centro servizi per il volontariato di Pescara – combattiamo contro una mentalità che ancora troppo spesso non vede anche l’istruzione parte integrante del sistema educativo. Trovarsi di fronte a queste difficoltà non significa darsi per vinti, anzi stimola a trovare soluzioni per cui l’educazione di quei ragazzi ci sta ancora più a cuore. Sono così nati tanti mini progetti. Chi si è impegnato ad andare a prendere questi ragazzi per accompagnarli a scuola, per essere loro guida negli studi. Sono stati organizzati scuolabus che andavano a prenderli a casa. Una lotta impari dove ogni ragazzo che proseguiva gli studi era una vittoria per noi ma soprattutto per il suo futuro». Chi lascia la scuola non viene abbandonato. Tra i tanti c’è l’associazione “Aiuto alle istituzioni”, composta in gran parte da rappresentanti delle forze dell’ordine.

«Abbiamo seguito le loro aspirazioni, le loro inclinazioni, dato seguito alle loro passioni- Un’attenzione all’educazione che stride con le difficoltà di questi giorni, con il clima teso. Piccole vittorie, grandi storie di uomini che avranno un futuro lontano dalla violenza, dalla criminalità. Così sono sorti luoghi dove farli giocare, palestre dove farli sfogare, attività ludiche dove incontrare altri ragazzi». In tanti si impegnano ogni giorni, direttori didattici, parrocchie, centri d’ascolto. Una continuità che viene dal basso. Un solo assente le istituzioni. «Sicuramente devono intervenire, soprattutto per favorire, con tutte le difficoltà che in questo periodo attraversano tutti i giovani in generale, l’inserimento nel mondo del lavoro». Cresce la tensione che si respira in città, preoccupano le minacce di vendette e ritorsioni, cresce l’allerta in vista della prossima partita casalinga del Pescara nel big match di Serie B con il Torino. Ma cresce, nel silenzio anche l’impegno di chi crede che lo sguardo verso un ragazzo rom può cambiare il destino della sua vita.

 

(Fabio Capolla)

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