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Cronaca

LETTERA CARRON/ Sansonetti: cosa c'entra la fede con la politica?

Julian Carron (Infophoto)Julian Carron (Infophoto)

Esiste questa incompatibilità? Non sta a me giudicare non dispongo né posso disporre dei valori di un credente. Posso solamente fare cenno a quelli che sono i miei valori, di non credente. E questi valori dicono che l'eccesso di ricchezza non è un male in sé, per motivi morali, ma è un male perché inevitabilmente provoca disparità, ingiustizia e povertà. È un male - diciamo così - per motivi sociali. La differenza tra la mia idea di "eccesso di ricchezza" e quella di un militante cattolico probabilmente è molto forte, ma converge nel giudizio. Sulla base di questa idea si configura un obbligo alla sobrietà?

Seconda domanda. Il fatto che in tutte le regioni d'Italia il mandato del governatore duri solo due mandati e che esclusivamente in Lombardia, per via di una legge voluta da Roberto Formigoni, possa durare all'infinito, e che su questa base lo stesso Formigoni sia ininterrottamente da 17 anni governatore della Lombardia è un fatto positivo? È un fatto secondario? Ha a che fare con un eccessivo attaccamento al potere? È dannoso per una corretta amministrazione della cosa pubblica?

Tendo a dare a queste domande una risposta non positiva per Roberto Formigoni. Punto. E penso che la risposta a queste domande ponga a tutti - non solo ai cattolici, ai cristiani - un problema di riforma della politica. E così o no? Non so se era la domanda di Julian Carron, non credo. Però mi interesserebbe moltissimo la risposta di Formigoni. 

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COMMENTI
11/05/2012 - Non sono Formigoni. O si? (Claudio Baleani)

Sansonetti lei è interessato alla risposta di Formigoni sulla durata massima dei mandati elettorali in Lombardia. Non sono Formigoni e la mia risposta magari non la interessa, però nel mio piccolo cerco anche io di tirare fuori qualche cosa. Lei è gentile. L'atteggiamento carognesco non le appartiene. Onore e merito. Lei dice che certi stili di vita e una certa esibizione di ricchezza non ha motivo per condannarli in sé stessi, ma sono disvalori sociali perché pongono un distanza di trattamento rispetto a chi queste cose non se le può permettere: un disvalore relativo. Non assoluto, morale. Se l'uguaglianza è un obiettivo, una cosa a cui tiene, mi domando come si può allora raggiungerla. Come vorrebbe fare lei? Se è vero che a Formigoni non possiamo fare la predica, come non possiamo farla a lei, ciò non toglie che il problema si pone lo stesso. Noi siamo tutti immersi in un atteggiamento individualista, che però non mi pare che funzioni. Se non emerge nella vita un fattore da seguire che rende più affascinante l'ideale che abbiamo, lei quello della giustizia sociale, ci perdiamo per strada e allora anche la questione della numero dei mandati mi sembra un pò relativa, un pò piccina. Non abbiamo avuto nella storia anche dei re bravi? La questione che pone Carron non mi pare possa riguardare solo quelli che in coscienza si ritengono cristiani, ma anche quelli come lei perché anche lei ha davanti la domanda di come ci si arriva all'ideale che lei ha.

 
11/05/2012 - La ragione di Sansonetti. (claudia mazzola)

Sansonetti non se ne rende conto ma è più vicino alla fede di un fedele. Complimenti per il suo articolo che lascia aperte molte domande.

 
11/05/2012 - Vox populi... (Anna Di Gennaro)

Mi sono posta anch'io le stesse legittime domande contenute nell'ultima parte dell'articolo. Quanto alla patologica mania di persecuzione, calerei un velo pietoso. Il potere, a lungo andare, logora anche i sani.