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IL CASO/ Il sociologo: vi spiego perché Beppe Grillo non è un Berlusconi 2.0

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Beppe Grillo  Beppe Grillo

Grillo interpreta un periodo in cui vi è una crescente disaffezione e diffidenza verso i media più tradizionali, giornali e TV in testa. La rete, nell’uso che ne fa e per come ne parla, diventa una sorta di “mito” positivo contrapposto ai media tradizionali, visti come espressione dei vecchi poteri economici e politici. Questo spiega l’ostentato rifiuto a usare “direttamente” questi media per interventi e interviste. È un rifiuto non solo strumentale, ma soprattutto simbolico, in quanto espressione di relazioni politiche “verticali” che Grillo e il suo movimento apertamente e rumorosamente negano.

 

Da dove nasce la capacità di Grillo di acquisire sempre una risonanza eccezionale per le sue iniziative e prese di posizione?

 

Grillo, da uomo di comunicazione, sa benissimo che il sistema comunicativo è composto anche dai mass media, giornali e TV, e che questi hanno un potente effetto di cassa di risonanza delle sue dichiarazioni e prese di posizione. Per questo i discorsi e i gesti di Grillo presentano caratteri che li rendono, come si dice in termini tecnici, altamente “notiziabili” per i media. La dura polemica con Napolitano e le espressioni sferzanti usate nei confronti del Presidente sono un chiaro esempio (a questo proposito devo dire però che Napolitano, a mio avviso, ha sbagliato a rilasciare quella dichiarazione sul “boom” economico perché andava oltre la sua funzione istituzionale ed è parsa una delegittimazione di una parte consistente dell’elettorato che si è espressa in quel modo).

 

C’è un politico della Prima Repubblica cui può essere paragonato Grillo?

 

Direi anche che, prima di Grillo, un personaggio politico che ha mostrato un simile “fiuto” nel creare eventi comunicativi, a cui i media “abboccavano” puntualmente, è Pannella, più che Berlusconi. Il leader radicale, con una serie di slogan, parole forti e gesti eclatanti era capace di costringere i media a occuparsi di lui e delle sue battaglie. Il discorso di Berlusconi è completamente diverso perché, a differenza di Grillo e Pannella, fino a pochi mesi fa, deteneva una posizione di controllo diretto o indiretto sulle televisioni generaliste. Il che ovviamente definisce il discorso in termini non riconducibili semplicemente alla sua abilità mediatica.

 

I grillini sfruttano la poca dimestichezza dei politici con i nuovi mezzi di comunicazione e i social network?



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COMMENTI
12/05/2012 - Caso Beppe Grillo (stefano cereda)

Credo che il prof. Gili abbia saputo, attraverso una lucida, chiara e completa analisi del personaggio Grillo e della sua strategia comunicativa, indicarci quanto questi sia differente dall'uomo, dal politico e dal comunicatore Silvio Berlusconi