BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PAPA/ Benedetto XVI ad Arezzo: contro la crisi, servono comportamenti nuovi

Arezzo, oggi, ha accolto il Papa, in visita per la prima volta dall’inizio del suo pontificato in una città della Toscana. Ad attenderlo, c’era anche il presidente del Consiglio Monti

Infophoto Infophoto

Arezzo, oggi, ha accolto il Papa, in visita per la prima volta dall’inizio del suo pontificato in una città della Toscana. Oltre al vescovo Riccardo Fontana, ad aspettarlo c’era il presidente del Consiglio Mario Monti con la consorte. Il pontefice ha celebrato la messa in presenza di una trentina di altri prelati, circa 300 sacerdoti e 30mila fedeli. Oltre al premier a alla moglie, tra le autorità, erano presenti il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, quello della Provincia, Roberto Vasai, il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, i vice presidente del Senato Vannino Chiti e Rosy Bindi, l’ex presidente Marcelo Pera, e il commissario governativo per la riduzione della spesa pubblica, Enrico Bondi. Il Papa, nel corso dell’omelia, si è chiesto quale valori e quale visione sarà in grado di fornire alle generazioni future il Paese che dove si è originato il Rinascimento. Considerando l’attuale contesto storico e sociale, poi, Benedetto XVI ha posto l’accento sull’importanza di tornare ad essere capaci di accoglienza e solidarietà. «L'accoglienza che anche in tempi recenti avete saputo dare a quanti sono venuti in cerca di libertà e di lavoro, è ben nota. Essere solidali con i poveri è riconoscere il progetto di Dio Creatore, che ha fatto di tutti una sola famiglia», ha detto. Poi, si è riferito direttamente alla crisi, spiegando che di fronte ad essa non si può fare altro che assumere nuovi atteggiamenti. Ovvero, «la capacità di condividere risorse e la rinuncia a comportamenti puramente materialistici». Di certo, ha fatto presente, la situazione è talmente complessa che non è possibile individuare soluzioni che siano efficaci nell’immediato. Il che aumenta la preoccupazione, specie nei confronti di chi, in questo momento, sta venendo maggiormente penalizzato. Ovvero, i giovani e i più deboli. «L'attenzione agli altri - ha detto Ratzinger - fin da secoli remoti, ha mosso la Chiesa a farsi concretamente solidale con chi è nel bisogno, condividendo risorse, promuovendo stili di vita più essenziali,contrastando la cultura dell'effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale».