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Cronaca

TERRORISMO/ Esposito (Copasir): la violenza "fai da te" può colpire chiunque in 48 ore

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Un po’ di tutto. Fino a poco tempo fa c’erano dei “ragazzini”; gli stessi che alcuni mesi fa inviarono le buste sospette nelle sedi di Equitalia e all’Ambasciata greca. Sappiamo che molti di questi militano nei centri sociali o tra le fila dei no tav. Cellule sparse che agiscono, per così dire, in franchising, condividendo le informazioni e la sigla. Costoro hanno deciso di fare il salto di qualità, passando dalle intimidazioni alla violenza.

Com’è possibile che riescano ad agire senza disporre di particolare organizzazione o risorse?

Oggi, soprattutto grazie ad internet, per preparare un attentato e disporre della informazioni necessarie sono sufficienti 48 ore. Del resto, la pistola utilizzata è il modello in assoluto più facile da reperire sul mercato nero delle armi.  

Come sta operando la nostra intelligence?

I servizi segreti hanno lanciato ufficialmente l’allerta per l’escalation delle violenze 7 mesi fa. Operazioni della Digos e della Polizia Postale hanno consentito, inoltre, di eliminare alcune situazioni pericolose alla radice. In ogni caso, mentre i sevizi devono reperire le informazioni necessarie per definire lo scenario, è compito della politica e delle forze dell’ordine agire per prevenire o reprimere i fenomeni eversivi.

Lo stanno facendo?

Lo Stato ha messo in campo tutte le azioni volte a garantire la sicurezza dei cittadini. Resta il fatto che gli attentati sono, per definizione, imprevedibili e l’allarme non può che restare alto.

Anche la gente comune è a rischio?

Sì. Se si colpisce un funzionario di Finmeccanica o si compie uno sfregio nella sede di Equitalia con una molotov, significa che s’intende perseguire un terrore il più diffuso possibile. D’altronde, tutti sono a conoscenza degli omicidi eccellenti degli Anni di piombo, ma nessuno ricorda quanti benzinai furono uccisi dalle Brigate Rosse che si finanziavano con le rapine.

Come si torna ad una situazione di normalità?

Per prima cosa è fondamentale calmierare il conflitto sociale che sta mettendo seriamente a rischio la tenuta dello n azione. Inoltre, dato che queste forme di terrorismo stanno interessando molti Stati dell’Unione europea, è necessario un maggiore scambio di informazione tra i Paesi coinvolti e individuare una soluzione a livello comunitario.

 

(Paolo Nessi)

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