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CASO ORLANDI/ Aperta la tomba di De Pedis a Sant'Apollinare. Accertamenti in chiesa

E' stata aperta la tomba di Enrico De Pedis nella chiesa di sant'Apollinare a Roma. Si cercano i resti di Emanuela Orlandi la ragazza rapita e sparita molti anni fa

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Aperta la tomda di Enrico De Pedis nella chiesa di sant'Apollinare a Roma. Dopo numerose richieste, il fratello di Emanuela Orlandi, la ragazza romana scomparsa misteriosamente molti anni fa, esattamente nel 1983, ha ottenuto il permesso di esaminare i resti contenuti nella tomba per accertare che non siano quelli della sorella. Un momento molto particolare quello di oggi: i resti contenuti nella tomba saranno esaminati direttamente in chiesa dagli esperti senza che vengano trasportati via. Come si sa, Enrico De Pedis morto nel 1990 è considerato un criminale, un boss della cosiddetta banda della Magliana. C'è sempre stato un gran numeorrodi domande sul fatto di come un tale personaggio possa essere stato sepolto dentro una delle più importanti chiese della capitale. Allo stesso tempo il fratello di Emanuela Orlandi ha spesso polemizzato con il Vaticano, sostenendo che anche i due ultimi Papa, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, siano al corrente della verità relativa alla scomparsa di Emanuela, ma che abbiano sempre taciuto. Innumerevoli sono le piste che si sono seguite sul caso della ragazza, tra cui anche quella degli estremisti turchi coinvolti nell'attentato a Giovanni Paolo II. Ma fino a oggi non si è mai potuto dire cosa sia successo esattamente alla giovane, figlia di un funzionario del Vaticano. L'apertura della tomba è stata effettuata alla presenza dei legali del De Pedis: dopo gli accertamenti è stato comunque deciso che la salma venga rimossa dalla chiesa e portata in un cimitero forse a Prima Porta o al Verano. A ispezionare i resti sono stati chiamati un un medico legale, un biologo e un antropologo forense. Verrà anche controllato se nel corso degli anni la tomba fosse stata già aperta senza autorizzazione. Pietro Orlandi ha già commentato che non spera di trovare i resti della sorella in quella tomba, ma ha detto che comunque questo è un passo importante per l'apertura di una collaborazione tra Vaticano e magistratura italiana sul caso della sorella. «E' comunque un dubbio che dobbiamo toglierci. E' un atto dovuto aspettavamo da due anni l'apertura della tomba. Poi finalmente è intervenuto il procuratore di Roma Francesco Pignatone. Ci hanno preso il dna due anni fa quindi c'era un motivo valido» ha commentato.