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MELANIA REA/ Salvatore Parolisi, lettera alla figlia Vittoria: Non ci separeranno mai

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Salvatore Parolisi, foto Infophoto  Salvatore Parolisi, foto Infophoto

Salvatore Parolisi ha scritto una nuova lettera a Vittoria, la piccola figlia che non vede più da quasi un anno, da quando cioè fu arrestato lo scorso 19 luglio. L'accusa è quella di aver ucciso la moglie - e madre di Vittoria - Melania Rea, il cui corpo venne trovato due giorni dopo che il marito ne aveva denunciato la sparizione. Trovata massacrata in un bosco con evidenti tentativi posticci di far apparire la donna come vittima di un tossicomane impazzito. Gli alibi del Parolisi sono sembrati sospetti e non rendere prova della realtà dei fatti, dopo indagini che hanno spinto all'arresto e adesso al processo per cui il caporale dell'esercito ha chiesto il rito abbreviato. In tutto questo tempo all'uomo è stato proibito di vedere la figlia nonostante le numerose richieste da parte sua; può solo telefonarle e scriverle. Ecco allora l'ultima delle sue lettere in cui il Parolisi, che da sempre si professa innocente, si rivolge a Vittoria. Non potranno mai separarci, dice l'accusato, perché tu sei il frutto dell'amore di mamma e papà. Chi ci vieta di vederci, aggiunge, fa male soprattutto a te. La piccola dopo sentenza del tribunale die minori, è stata affidata ai nonni materni. Sono proprio loro per mezzo dei legali a chiedere che la bambina non veda il padre perché potrebbe rimanerne troppo turbata. "Un giorno capirai quello che oggi ingiustamente stiamo vivendo: ecco perché io non smetterò mai di combattere per la mamma e per te" scrive ancora Salvatore Parolisi. Alcuni giudici, aggiunge, hanno deciso con poche righe che il tuo bene è quello di non vedermi, e di stare il più lontano possibile dalla zia - sua sorella, e dai nonni paterni e dai cuginetti. Salvatore Parolisi ha chiesto ai legali che la lettera fosse fatta avere per la pubblicazione agli organi di informazione. Secondo i giudici, Parolisi può parlare con la figlia al telefono due volte alla settimana; la sua patria potestà è stata sospesa fino alla conclusione del processo. Parolisi conclude dicendo che vorrebbe che i giudici potessero sentire quello che la bambina gli dice ogni volta al telefono: "Papà quando vieni dal lavoro? Papà sei nel mio cuoricino". Tra i moventi più accrditati nei cofnronti di Salvatore Parolisi, la relazioen extra coiniugale che l'uomo intratteneva con una soldatessa da lui addestrata. 


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