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NUOVO TERRORISMO/ Schimperna: quelli che sparano non sono veri anarchici

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Io parlo ovviamente soltanto per me stessa, ma ormai a questa presa di posizione siamo giunti in tanti. Certo questo non vuol dire rinunciare a una azione di protesta, ma il concetto è proprio quello che non si accetta minimamente che qualcuno vada a sparare alle persone.

Eppure nella mentalità comune spesso anarchia significa violenza. Penso all'anarchico di un tempo che sparava al re o metteva le bombe.

E' un discorso da contestualizzare: l'anarchico dell'800 agiva e pensava in un modo  che rifletteva la sua epoca storica. Non poteva minimamente capire e sapere cose che noi oggi sappiamo, lui sparava al simbolo, sparava al re, per quell'anarchico aveva un senso quel tipo di gesto. Ma oggi lo sappiamo: chi è il simbolo? Che razza di azione dimostrativa vuoi fare sparando a un dirigente dell'Ansaldo? Chi è che vuoi tirare via dal grande palco? Oggi il potere si differenzia in mille aspetti diversi, si nasconde nei grandi gruppi economici, colpire oggi una persona non serve a niente. Colpire Adinolfi non vuol dire colpire il simbolo di quello che stai combattendo. 

Ci spieghi meglio cosa vuol dire essere anarchici nel 2012.

L'anarchia oggi è diventata una grande imposizione morale di protesta radicale, di impegno costante e quotidiano a privilegiare la parte migliore di noi stessi in un momento in cui sembra che tutti si scaglino contro tutto e tutti. Tutti dicono: il mondo fa schifo, non ti puoi più fidare di nessuno. Lo sforzo dell'anarchico è esattamente il contrario, proprio in un momento così negativo: agire ogni giorno per una positività. Pensare che il mezzo è il fine, e nessun fine può giustificare mezzi sbagliati, mezzi di cui non andare fieri. L'anarchia è qui e ora. La semplice esortazione di un anarchico poco ricordato, Albert Joseph Libertad, dice tutto: «Vivere da compagni ora, non dopo la rivoluzione». La vera rivoluzione è quella del comportamento quotidiano, della coscienza. 

Tornando alla sigla che ha rivendicato l'attentato ad Adinolfi, c'è il collegamento con la cellula Olga, la donna anarchica arrestata in Grecia...



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