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NUOVE BRIGATE ROSSE/ Processo di Milano: Violenza inevitabile e necessaria

Pubblicazione:martedì 15 maggio 2012

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Processo di Milano contro le nuove Brigate Rosse. Processo d'appello bis che vede coinvolti sette imputati. I giudici della seconda corte d'assise d'appello hanno ordinato che tutti rimangano in carcere per la durata del processo, sono state respinte le istanze delle difese che chiedevano la scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare. La Cassazione ha annullato proprio poche settimane fa le condanne date in precedenza. Il dibattimento in aula ha dato vita oggi a una serie di dichiarazioni rilasciate da alcuni degli imputati che hanno così dimostrato quale sia il clima che sta attraversando l'Italia, un rischiosissimo ritorno agli anni di piombo. Claudio Latino, parlando dalla gabbia dove sono rinchiusi gli imputati ha commentato che la violenza è inevitabile e strategicamente necessaria, aggiungendo di non essere amanti della violenza, ma che essa è inevitabile. "Non amiamo la violenza, non abbiamo il gusto romantico della violenza, ma è inevitabile. Nessun gruppo di dominatori nella storia ha mai abbandonato pacificamente il potere". Parole che suonano come una dichiarazione di guerra da parte di personaggi che pur dietro le sbarre rilasciano tutta la loro immagine di irriducibili. Un altro imputato Alfredo Davanzo, ha invece commentato il recente attacco all'amministratore di Ansaldo Nucleare da parte degli anarchici dicendo che questo è il momento buono. Per la rivoluzione, naturalmente: "Viva la rivoluzione avanti la rivoluzione" ha aggiunto. Un terzo imputato infine, Vincenzo Sisi, da parte sua ha detto che solo con le armi si sovvertono i poteri, dicendo di parlare come operaio comunista che ha preso le armi. Un clima drammatico dunque. Alle parole dei nuovi brigasti ha in modo indiretto risposto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Per il politico sarebbero in corso i primi passi di una nuova strategia terroristica: "Bisogna alzare la guardia  il Paese ha già un sacco di guai e non possiamo permetterci un rigurgito di terrore, di violenza e di paura. Serve attenzione da parte di tutti a cominciare dalle forze dell'ordine ma anche dall'opinione pubblica".


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