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MINACCE A MONTI/ Brandirali: il nuovo terrorismo? Sono gli ecologisti a chilometro 0

Pubblicazione:giovedì 17 maggio 2012

Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto) Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Il nucleo Olga, della Federazione anarchica informale, che ha rivendicato l’attentato di Genova, e che si chiama Olga per onorare una anarchica greca, ha ricevuto la solidarietà di nove detenuti greci, che affermano: “è un momento meraviglioso, piena solidarietà e complicità con tutti coloro che passano alla azione diretta anarchica”.

Abbiamo dunque tutti i punti di riferimento per capire la galassia del terrorismo. Sottolineo il cambiamento epocale: le Brigate Rosse sognano la lotta per il potere, gli anarchici moderni adorano il disfacimento della società. Ma lo sostengono con un impianto di valori che sostanzialmente è lotta contro lo sviluppo industriale. Qualcosa di simile al luddismo del primo ottocento, che lottava contro l’introduzione dell’automazione nelle fabbriche. In quel tempo la sinistra hegeliana occupava le chiese e praticava capelli lunghi e abiti dimessi. Insomma la similitudine è la centralità di questioni esistenziali poste con integralismo, una identità chiusa in sé stessa.

Allora nacque la Prima Internazionale, che vedeva insieme Marx e Bakunin, ma che ebbe la sola funzione di generare la lotta per le otto ore. Comunisti e anarchici ruppero ben presto fra loro. L’anarchia divenne un modo di vivere, collocato a fianco della società borghese. Ora invece si ritorna alla visione violenta intrecciata con la questione esistenziale. E dico esistenziale perché la lotta contro Equitalia non è certo lotta di classe, a meno che non si pensi alla classe che paga le tasse come classe rivoluzionaria.

Ma più significativa è la lotta contro l’Alta Velocità, viene vissuta in collegamento con l’idea dei consumi a chilometro zero, ovvero senza bisogno di lunghi trasporti. Insomma, viene messa in discussione la civiltà occidentale, fondata sul continuo progresso.

Attenzione allora a queste tematiche, sono molto vicine a questioni che effettivamente sono all’ordine del giorno. La lotta contro questa deriva violenta chiede la ripresa di una intelligenza della politica che sappia raccogliere le spinte al cambiamento riunificando lo sviluppo con la qualità della vita. Altrimenti l’area di influenza del terrorismo si estenderà sempre più al disordine dei dubbi e delle critiche che serpeggiano a livello popolare.



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