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Cronaca

LEGGE 40/ Il giurista: l’eterologa? La Corte costituzionale la fermerà

Le ragioni di chi si appella ai pronunciamenti della Corte europea per definire l’illegittimità della fecondazione eterologo, spiega ALDO LOIODICE, sono prive di fondamento

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C’è grande attesa attorno al pronunciamento che la Corte costituzionale fornirà, il prossimo 22 maggio, sulla conformità dell’articolo 4, comma 3, della legge 40 alla nostra Carta fondamentale. In pratica, la Consulta, su istanza del Tribunale di Firenze che già aveva sollevato dubbi in tal senso, dovrà stabilire la fondatezza o meno dell’illegittimità del divieto di fecondazione assistita secondo le tecniche eterologhe. Ovvero, quelle ove il gamete, maschile o femminile, provenga da un donatore esterno alla coppia. Ad amplificare l’aspettativa, c’è la vicenda di una coppia italiana protagonista di un drammatico episodio. Non riuscendo ad avere figli, i due si recarono presso un centro per fecondazione eterologa, a Creta. Il presunto mancato rispetto delle norme internazionali in materia di igiene e sicurezza, fece sì che il loro bambino nacque con una malattia genetica rarissima e mortale, la neurofibromatosi. L’origine della patologia era stata individuata in un ovocita donato da una donna alla clinica. Aldo Loidice ci spiega perché appellarsi a quel fatto rappresenti un pretesto. E perché, con ogni probabilità la Corte considererà la legge valida.

Come valuta la richiesta del Tribunale di Firenze?

L’incostituzionalità denunciata è fittizia. La denuncia è stata sporta sulla base del fatto che la Corte di Strasburgo dei Diritti dell’uomo, in primo grado, aveva stabilito che il divieto di fecondazione eterologa fosse in contrasto con la Dichiarazione europea dei diritti dell’uomo (Cedu). Siccome il nostro Stato è tenuto a rispettare la Cedu, si era ritenuto di poter impugnare la norma.

E, fin qui, avrebbe ragione chi ha fatto ricorso.

Sì, ma la Grande Camera della Corte di Strasburgo, l’ultimo grado di giudizio, ha ribaltato e cancellato la precedente sentenza.

Sulla base di quali principi?

Si è ritenuto che i diritti di libera scelta individuale debbano cedere il passo a quelli del nascituro.

Con l’eterologa sarebbero lesi?

Certamente. Il bambino nato grazie a tale procedimento medico, anzitutto, nel corso della propria esistenza si troverebbe catapultato in un sistema di relazioni incerte, ove non avrebbe modo di collocarsi in maniera precisa e naturale secondo i criteri che definiscono i rapporti nella nostra civiltà. E l’assenza di un’identità precisa, come è stato più volte dimostrato, determina gravi problemi psicologici. Per non parlare del fatto che la nostra Carta fondamentale riconosce il diritto del bambino ad avere una famiglia; o il diritto alla salute, compromesso sul piano psicologico dall’incertezza delle origini.

Esiste, invece, il diritto ad avere un figlio sano?