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BANCO ALIMENTARE/ Lucchini: c'è un patto dell'Ue per "boicottare" gli sprechi

Pubblicazione:mercoledì 2 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 2 maggio 2012, 9.28

Una mensa dei poveri (InfoPhoto) Una mensa dei poveri (InfoPhoto)

C'è un problema aperto nelle cosiddette eccedenze del settore ortofrutticolo. Spesso i produttori, in alcuni anni, per mantenere il prezzo di mercato non raccolgono neppure i prodotti in eccedenza perché costerebbe loro troppo. Occorre vedere come si può risolvere un simile problema, facendo in modo che i produttori destinino quelle eccedenze alle organizzazioni non profit (che poi le distribuiscono ai bisognosi) rendendo più praticabili i regolamenti comunitari già in vigore.

 

Dovrebbe essere un problema di limitati incentivi verso questi produttori.

 

E' questo il nodo della questione. Bisogna inquadrare la situazione in questo modo: più eccedenza, più recupero e più spreco. Noi dobbiamo combattere questo spreco, perché l'eccedenza è il fattore più difficile da controllare. Solo l'anno scorso sono state recuperate 19mila tonnellate di prodotti ortofrutticoli in cinque banchi alimentari europei. Si può fare ancora di più, si può migliorare ancora di più questa quota di recupero delle eccedenze in questo settore.

 

E’ uno sforzo non indifferente in un momento di crisi come questo, quasi un esempio di collaborazione e di autentico “lavoro insieme”.

 

Direi che è un esempio di vitale importanza, anche per la sinergia che si crea tra la produzione agroalimentare e il sociale. Questo tipo di produzione è tra le più importanti e le più significative da un punto di vista economico. Metterla in relazione con i bisogni sociali, quelli delle persone che hanno la necessità di un aiuto concreto, è un passo avanti decisivo.

 

Risolvere i nodi burocratici, lavorando insieme tra Stati, produttori, organizzazioni caritative è quasi una “strada maestra” di sussidiarietà.

 

Senza questo tipo di coordinazione, di solidarietà, di collaborazione non si arriverebbe da nessuna parte. E' vero che in questo modo si batte la “strada maestra” della sussidiarietà. Bisogna continuare a farlo per migliorare ancora. Esiste già e occorre incentivarla, non solo nel settore agroalimentare.

 

(Gianluigi Da Rold)



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