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ATTENTATO BRINDISI/ L'identikit del killer: un uomo è stato ripreso da una telecamera

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Melissa Bassi, foto Infophoto  Melissa Bassi, foto Infophoto

L'attentato di ieri davanti alla scuola di Brindisi, che ha provocato la morte di una ragazza di 16 anni, potrebbe essere vicino a una soluzione. Le telecamere di un negozio vicino alla scuola hanno infatti ripreso due persone che sembrano intente a preparare l'attentato e anche il momento in cui l'assassino preme il detonatore a distanza della bomba. Le ipotesi che si sono fatte immediatamente dopo l'orribile episodio di ieri erano state innumerevoli. Quella più accreditata sembrava essere la pista mafiosa: la scuola intitolata alla moglie del giudice Falcone, l'avvicinarsi dell'anniversario della strage in cui proprio Falcone e la moglie persero la vita. La mafia locale, la Sacra Corona Unita i cui capi erano stati arrestati proprio nei giorni scorsi, poteva essere un'altra pista valida, quella di una vendetta per gli arresti. Ma gli stessi criminali dal carcere hanno voluto far sapere che loro con quanto accaduto non centrano nulla. Adesso saltano fuori i filmati che la procura ha definito estremamente interessanti. Le telecamere poste in via Togliatti hanno infatti ripreso tutte le immagini dalla notte precedente l'attentato fino alla esplosione. Nelle immagini, secondo indiscrezioni che stanno filtrando, si vedrebbe un uomo che tiene in mano qualcosa che assomiglia a un telecomando. Inoltre ci sarebbe anche un testimone che verso le due e trenta di notte avrebbe visto ungono che spostava il cassonetto dell'immondizia dentro al quale sono state poste le tre bombole di gas esplosivo. Non è però stato in grado di fornire un identikit della persona vista. E' stata poi rivelata un'altra notizia che non era emersa: proprio lo scorso lunedì davanti a un istituto alberghiero di Brindisi era già stata rinvenuta una bombola di gas e un volantino che conteneva minacce al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a diversi politici. Una situazione dunque assai complessa. Per il capo del polizia Manganelli, "Né la Sacra Corona unita né la mafia siciliana uccidono in questo modo e neanche le aree antagoniste, dalle Br a estrema destra. Nessuno si è mai spinto a questa tipologia di agguato". Tra le piste che si seguono anche quella relativa a possibili terroristi anarchici giunti appositamente dalla Grecia. Mentre si attendono sviluppi, il procuratore antimafia Piero Grasso fa sapere che si comincia a scartare la pista mafiosa. Si pensa a un gesto isolato, di uno squilibrato che abbia voluto portare a termine un piano concepito da lui soltanto: la bomba è esplosa in anticipo, altrimenti ci sarebbe stata una autentica strage che era quello che il killer aveva in mente di fare. E' certo comunque che la bomba sia stata azionata tramite un telecomando. Si viene anche a sapere che l'uomo visto nei filmati a disposizione degli inquirenti non sembrerebbe uno straniero.


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