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ATTENTATO BRINDISI/ L'inviato: la mafia non c'entra, colpa di un Breivik italiano

Pubblicazione:domenica 20 maggio 2012

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

La procura ordinaria di Brindisi ha rivendicato la propria competenza, anche perché la pista mafiosa con il passare delle ore perdeva peso. Del parere opposto la procura leccese, che non a caso è antimafia, e per cui tutte le piste al momento sono ancora tutte aperte. 
Per una volta ha vinto Brindisi, che tra l’altro è convinta di poter arrivare a una soluzione in breve tempo.   

Mentre proseguono le indagini stanno continuando le manifestazioni di solidarietà per le famiglie colpite? 

Certamente. Mesagne ha nel cuore un dolore indescrivibile. Il padre è distrutto, lui e sua moglie perdono la loro unica figlia, che tra l’altro avevano cercato per anni. Domani, per i funerali, sarà invece presente il ministro dell’Interno e numerosi politici. 
Difficile dire se verranno fischiati. La gente vuole che venga trovato il colpevole e non sembra apprezzare le passerelle, anche se bisogna dire che questa volta lo Stato si è visto, fin dal primo istante.
Dall’ospedale Tofazzi di Lecce è giunta invece una buona notizia. 

Quale?  

Veronica, una delle ragazze ferite in modo più grave, sta migliorando, anche se qualche agenzie di stampa, nella fretta l’aveva già data per morta. 
Nel dolore è un piccolo miracolo e una fiammella di speranza che si riaccende per questa sfortunata terra.  

(Carlo Melato) 



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