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ATTENTATO BRINDISI/ Borsellino: cara mamma di Melissa, io non trovo pace ma la fede mi aiuta

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Aiuta nel senso che almeno si sa che si è fatta giustizia, si impedisce a queste persone di continuare a compiere quanto hanno fatto una volta. Trovare la pace è una cosa più complicata.

 

Lei ha vissuto la morte di suo fratello Paolo anche alla luce della fede nell’aldilà, e questo l’ha aiutata?

 

Questo sicuramente sì. Si tratta di un valore aggiunto che aiuta, e che anche nella mia vicenda personale è stata importante.

 

Passiamo invece ai possibili moventi dell’attentato di Brindisi. Lei che cosa ne pensa?

 

Io credo che prima si debba capire bene di che cosa si è trattato. Che ci sia un allarme terrorismo, e non soltanto in Italia, purtroppo lo sappiamo. La situazione è complessa e tra l’altro la crisi aggrava le tensioni e agevola eventuali attentati. Per quanto riguarda l’esplosione di sabato io ritengo che si debba essere più cauti e capire quali ne sono la matrice e la causa.

 

Per ora gli investigatori brancolano nel buio …

 

Ora comincia a delinearsi l’ipotesi che si possa essere trattato di una persona isolata, ma prima di esprimerci dobbiamo aspettare prudentemente di saperne di più. Mai in precedenza era stato compiuto un attentato ai danni di studenti: questa è un fatto davvero molto inquietante. Era stato colpito magari l’edificio scolastico, il simbolo che rappresenta, ma non ci si era mai accaniti in modo indiscriminato contro dei ragazzi innocenti.

 

Le tre piste che si stanno seguendo sono la faida mafiosa, l’attentato eversivo e il gesto isolato di un folle. Quale la convince di più?