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ATTENTATO BRINDISI/ Mantovano: un delitto territoriale, non politico

Il piazzale della scuola (Foto: Infophoto) Il piazzale della scuola (Foto: Infophoto)

Guardi che anche in passato la mafia siciliana aveva fatto operazioni contro bambini, scuole. Non è una novità assoluta. Il motivo molto forte, scatenante, in quel caso era un'operazione criminale mirata a intimidire, mettere a tacere alcuni collaboratori di giustizia.
E' forse questa la pista che stanno cercando gli inquirenti?
Può darsi, siamo appena all'inizio ed è difficile valutare adesso quali sviluppi avranno le indagini. Ma nella mezza pagina bianca che porta a una matrice mafiosa, un avvertimento terrificante ad alcuni collaboratori di giustizia non è affatto da escludere.
Resta il contesto del territorio su cui lei aveva già richiamato l'attenzione.
Si è vero. In questo momento la provincia di Brindisi e la Puglia in generale sono in una situazione problematica per quanto riguarda gli equilibri della sua mafia e l'attività criminale. E in questo caso occorre che Brindisi e la Puglia diventino una questione nazionale da guardare con grande attenzione, da tenere costantemente sotto osservazione.
Lei non vede alcuna tempistica significativa rispetto alla situazione del Paese? 
No, questa è una vicenda territoriale. L'unico risvolto temporale che ha fatto pensare a una matrice mafiosa è l'avvicinarsi del ventennale della strage di Capaci, dove appunto sono stati massacrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, a cui la scuola è dedicata. Altro non vedo, nemmeno di natura politica. Parlo degli aspetti tempistici.

 

(Gianluigi Da Rold)

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