BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA/ Ancora scosse nella notte, gli sfollati salgono a 4 mila

Continua a crescere il numero degli sfollati per il terremoto avvenuto nella notte tra sabato e domenica in Emilia-Romagna che ha provocato la morte di sette persone. Gli aggiornamenti.

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Continua a crescere il numero degli sfollati per il terremoto avvenuto nella notte tra sabato e domenica in Emilia-Romagna che ha provocato la morte di sette persone. Sono adesso 4 mila le persone che per ragioni di sicurezza non potranno tornare a dormire nelle proprie abitazioni e per questo motivo la Protezione civile ha fatto sapere che a breve verranno allestiti altri 1.500 moduli assistenziali nel Modenese. E’ stato il capo della Protezione civile regionale Demetrio Egidi a confermare i nuovi numeri: «Ai 3000 senza casa che avevamo calcolato inizialmente se ne sono aggiunti un'ottantina nel Ferrarese e circa 300 nel Bolognese. Poi ci sono quelli della provincia di Modena tra Finale Emilia, Mirandola e altri posti vicini». Intanto la terra continua a tremare: sono circa un centinaio le scosse di assestamento registrate nella notte, le più forti di magnitudo compresa tra 4 e 5 gradi sulla scala Richter e, come se non bastasse, sono entrati in azione anche gli sciacalli che, fingendosi volontari della Protezione civile, saccheggiano le case e gli appartamenti attualmente disabitati. «Ora è il momento di concentrare ogni sforzo sull'assistenza. Poi verrà la fase della ricostruzione. Ed è evidente che questo problema non riguarda solo i cittadini, i Comuni, le Province, la Regione colpiti. Ma tutto il Paese». A parlare è il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, in una recente intervista rilasciata a L’Unità. «Censiremo le realtà produttive per individuare quelle che non sono nelle condizioni di ripartire immediatamente – ha detto ancora Errani -. Il decreto del governo prevede per loro la sospensione del pagamento dei tributi e degli oneri previdenziali. Quanto alla Regione, attiverà gli ammortizzatori in deroga e la cassa integrazione straordinaria, così da non creare per i lavoratori colpiti un'emergenza nell'emergenza. Solo dopo, in una seconda fase, si potrà affrontare il tema della ricostruzione». Sembra infatti che, a seguito del devastante terremoto che ha sconvolto l’Emilia-Romagna, siano circa 5 mila i posti di lavoro a rischio. A comunicarlo è stata la Cgil di Modena e Ferrara. «Siamo in attesa del provvedimento di Emergenza nazionale che sarà varato martedì con il Consiglio dei Ministri. – ha detto ancora Errani ai microfoni di Radio Anch'io - Stiamo assistendo la popolazione, preoccupata dalle continue scosse, per questo stiamo allestendo altri posti di assistenza per i cittadini.