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TERREMOTO EMILIA ROMAGNA/ Gli aggiornamenti, sette morti e tremila sfollati: ancora scosse (video)

La situazione nel ferrarese e nel modenese dopo il sisma che ha provocato sette morti. Gli sfollati sono oltre tremila mentre continuano le scosse di assestamento

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TERREMOTO EMILIA ROMAGNA AGGIORNAMENTI E VITTIME - Il bilancio delle persone rimaste uccise dal sisma della notte fra sabato e domenica è salito a sette. Si tratta di quattro operai rimasti schiacciati dal crollo delle fabbriche dove stavano facendo il turno di notte, di una anziana di 103 anni rimasta sepolta dal crollo della sua abitazione, una cittadina tedesca che ha avuto un malore per la paura e infine di un'altra anziana, Anna Abeti di 83 anni, che ha avuto un ictus dopo la scossa di terremoto. Scosse che continuano ancora e che sono proseguite nella giornata di ieri per tutto i giorno, oltre settanta, di cui una molto forte verso le 15 e 20 del pomeriggio registrata in magnitudo 5.1 della scala Richter (quella della notte era stata di magnitudo 5.9). Innumerevoli gli edifici franati, soprattutto chiese e palazzi antichi, oltre naturalmente a diversi capannoni di fabbriche e aziende. Il risultato è che circa tremila persone hanno dovuto passare la seconda notte per strada o in rifugi approntati d'emergenza, come i palazzetti sportivi. Ieri sera il presidente della regione Emilia Romagna aveva iniziato le procedure per chiedere lo stato di emergenza nazionale. Il capo del governo Mario Monti ha anticipato il suo ritorno dagli Stati Uniti dove si trovava per una serie di incontri ufficiali. I centri più colpiti dal sisma sono quelli di Finale Emilia e quello di Sant'Agostino, nel ferrarese. Qui praticamente tutti gli abitanti hanno passato la notte per strada, nelle proprie vetture, nei giardinetti pubblici, insomma ovunque si potesse stare lontano da edifici di cui ormai si teme il crollo in qualunque momento dopo la grande paura di sabato notte. Una scossa, quella, che è stata paragonata per la forza distruttiva a quella che ha distrutto la città di L'Aquila, che solo il tipo di formazione del territorio emiliano ha impedito avesse la stessa potenza distruttiva. Una scossa che ha spaventato tutta l'Italia del nord. è infatti stata avvertita in modo distinto a Milano fino a Padova e Venezia. Domani riunione di emergenza del consiglio dei ministri per organizzare lo stato di emergenza nelle zone più colpite.