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TERREMOTO/ L'imprenditore: la mia azienda è distrutta, ma so che è un'occasione

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Immagine d'archivio (Infophoto)  Immagine d'archivio (Infophoto)

L’ho ripetuto anche a mia figlia, che solitamente sembra impassibile davanti a quello che succede. Questa volta, vedendo tutto sottosopra, è scoppiata in lacrime. Le ho detto che queste cose, anche se sono dure, non ci devono determinare. Si può stare davanti alla realtà a testa alta. E nella situazione in cui siamo, lei capisce bene che non lo dico per retorica. Potremmo iniziare a recriminare: prendercela con lo Stato, con le cose che si dovevano fare prima. Ma questo è ben poca cosa, così il cuore non "tiene". 

E qual è allora la posizione da tenere secondo lei?

Fare i conti, come possiamo, con le cose che accadono. Questo rende più veri. Questo è quello che posso dire adesso. Soprattutto grazie ai miei amici che mi stanno aiutando sia nelle cose concrete, sia a vivere in questo modo tutte le difficoltà. Li ringrazio, perché sapere di non essere da soli è un grande aiuto. Soprattutto in un momento del genere, in cui, preso dall’ansia, rischi di girare a vuoto e metterti a fare mille cose inutili.

Cosa si augura a questo punto, per sé e per la sua famiglia?

Che non si arrivi a disperare. E che gli amici continuino a esserci per poter andare avanti in modo realmente umano. Spero che questa esperienza la possano fare anche i miei dipendenti e che capiscano che per me non sono numeri, ma persone…



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