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TERREMOTO & BRINDISI/ Qual è il nostro "mestiere" quando il male ci sovrasta?

Pubblicazione:lunedì 21 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 22 maggio 2012, 18.45

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Io voglio seguire il grido dei padri e delle madri e dei figli delle vittime, l’unica parola, o forse nemmeno parola, ma grido e forse persino in forma – povera, oscurata – di bestemmia. Voglio seguire quel resto di voce umana, non i discorsi preconfezionati. Vedere dove mi porta. A che sapienza maggiore. A scoprire che cosa. A vedere che cosa. Ai “moralisti” come Renzo Tramaglino lascio le chiacchiere di buon senso. I discorsi che tornano. I richiami etici. Io sto nel grido. Ci sono stato tante volte. Un grido vasto come il cielo. A cui solo il cielo se ha parola, se ha parola umanamente comprensibile, se ha gesto, se ha amicizia, se ha pietà, può rispondere. Lo faccia, Dio. Faccia il suo mestiere. Noi facciamo il nostro ora: che è quello di gridare verso di Lui.



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