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ISOLA DEL GIGLIO/ Una giornata con Cinzia Th Torrini, tra il gigante silenzioso e le bellezze del luogo

La costa Concordia a largo dell'Isola del Giglio La costa Concordia a largo dell'Isola del Giglio

In località Arenella, poco dietro il porto, il taxi, che scorrazza per sei o sette chilometri alla volta, ci lascia nell'hotel omonimo che guarda il mare. Una delle specialità del Giglio è il Panficato, una sorta di torta antica realizzata con quel che c'era, come tanti dolci italiani (il panforte ad esempio), impastati di miele, frutta rimasta sugli alberi, cacao, ma soprattutto fichi, che rappresentano una sorta di base melensa che avvolge il tutto, da gustare con l'Ansonico di qualche anno, magari un poco marsalato.
Con Cinzia Th Torrini, la regista di Elisa di Rivombrosa, ma anche di don Gnocchi, chiacchieriamo davanti al panorama di questa isola raccolta, che si estende su vari percorsi con almeno 30 punti di riferimento, compresa l'isoletta di Giannutri che sta di fronte. Si discute della Concordia, che in questi mesi ha attirato il cosiddetto turismo del macabro. E dal tavolo spunta un'idea: “E se la ripulissero creando una grande casa per i pesci, senza rimuoverla?”. Chissà cosa potrebbero pensarne i gigliesi, così orgogliosi della loro identità, delle loro specialità e dell'Ansonico, che è un bianco avvincente con tre gradi di gusto (prima è morbido, poi acidulo, fresco, e infine sapido, come quell'aria marina di questo angolo di paradiso, dove bisogna proprio venirci). Ci vediamo a Grosseto-Braccagni. Sabato pomeriggio inizia la festa.

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