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TERREMOTO/ I ristoranti e quella ricetta di tre ingredienti per ripartire

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Uno dei borghi visitati da Massobrio  Uno dei borghi visitati da Massobrio

Come è vero. Aveva smesso di funzionare anche l'albergo sotto la rocca. E lui ha ripreso in mano tutto: ha aperto due negozi, uno di artigianato locale l'altro di prodotti, che porta il nome di Perinquà (tel. 0577887551). Perillà (via Borgo Maestro, 58 - tel. 0577887263) è invece un'osteria raffinata, dove ho mangiato la migliore pappa al pomodoro degli ultimi tempi. Dietro ai banchi e alle cucine ci sono dei giovani, sotto i trent'anni, che vivono qui e sempre qui accolgono la gente che arriva, stupita che un luogo così bello fosse rimasto silente.
Eppure da una terrazza si vedono gli orizzonti più belli della Toscana, capace di insinuarti quello che chiamo il “Mal di Toscana”, misto di nostalgia e mestizia. Mi piace vedere l'entusiasmo di questi giovani attorno a un progetto, che è come un ritorno alla vita, e quindi alla speranza. Io credo che dopo aver preso coscienza del valore che possono avere il gusto e il lavoro dell'uomo, nulla potrà più essere come prima, almeno qui in Italia. Si chiama l'irrinunciabile qualità. E lo dico in positivo, guardando le tante situazioni che stanno rinascendo.
Su Papillon, in 180 pagine, ne raccontiamo tante, persino la pazzia di Teo Musso, che ha deciso di produrre la Cola Baladin dopo aver scoperto quella noce originale in un paese lontano. Be' sono orgoglioso che sul mio giornale ci siano queste storie di rinascita e anche il racconto dei ristoranti pieni nei giorni feriali, in quello che è considerato da tutti l'annus horribilis. Un motivo a tutto questo ci sarà pure. Se leggete, cliccando qui, lo scoprite.



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