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LETTERA/ Anna (liceo): l'unica vittoria sulla morte di Melissa è la nostra vita

Pubblichiamo la lettera di ANNA FORNASIERI, studentessa di liceo, scritta a seguito dell'attentato di Brindisi che ha tolto la vita a Melissa Bassi e sconvolto l'Italia

Melissa Bassi, 16 anni, vittima dell'attentato di Brindisi (immagine d'archivio) Melissa Bassi, 16 anni, vittima dell'attentato di Brindisi (immagine d'archivio)

Caro direttore,

 

scrivo perché anche io, da questo paese della Brianza, così lontano da Brindisi e senza nessun titolo d’onore, ho qualcosa da dire rispetto a quanto è accaduto sabato a Melissa. Sono Anna, ho 19 anni e frequento un liceo classico di Carate Brianza. Devo ammettere che, dopo avel letto la lettera del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e l’articolo del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, ancora mi sembrava mancare qualcosa.

Che cosa esattamente? La vita, dalla quale, ormai troppo spesso, prendiamo congedo. Io non voglio essere estranea alla mia vita, rimandando ad altri, o come in questo caso allo Stato, una responsabilità che è mia. Mio è il compito di rispondere alla vocazione che è la vita. Prima ancora del “senso dello Stato”, della “coscienza civile”, mi è chiesto di partecipare attivamente alla mia vita. Andare a scuola, questa può essere la modalità attraverso la quale chiediamo la vita con caparbia insistenza.

Faremo di tutto perché una cosa del genere non succeda mai più, affinché voi entrando nella vostra scuola pensiate solo ai compiti e allo studio, alle amicizie e allo sport” dice nella sua lettera indirizzata agli studenti e alle studentesse d’Italia, Francesco Profumo. La scuola non può essere il maso dentro cui ridefinire le aspettative degli studenti, temendo una deludente risposta al di fuori di esso. Varcare quella soglia alla mattina, non significa innanzitutto aderire a un compito sociale “per imparare a diventare cittadini”.

È venuto il tempo della persona. Entriamo nelle nostre aule, perché il dialogo con le storie che studiamo possa insegnarci a dialogare con la realtà in modo appassionato. Quei banchi sono i nostri posti in trincea, sono il luogo in cui ciascuno, con temperamenti e passioni diverse, è chiamato a diventare uomo. La struttura è innanzitutto la nostra giornata, l’istante in cui bisogna decidere se guardare fuori dalla finestra o seguire alla lavagna quegli strani segni di matematica. Io vado a scuola per diventare una donna, per capire in che cosa consisto. Questo è il nostro lavoro nel mondo per adesso.

Non è una riduzione, non è il tentativo di estraniarsi dal doloroso fatto di Brindisi, ma è l’unico modo perché il sacrificio di Melissa non ci lasci in una valle di lacrime, non sia come un terreno incolto dal quale nulla di nuovo può crescere. L’unica vera vittoria su questa morte può essere la nostra vita. La mia, la sua, la nostra. Passato e futuro sono presenti entrambi nel presente; che sostanza acquista allora l’ora di filosofia a scuola! Vivere affinché in ogni momento si possa risorgere.


COMMENTI
24/05/2012 - Commosso per chi si muove a partire dal cuore (Gianni MEREGHETTI)

Grazie, cara Anna, grazie a te e con te a tutti gli studenti che come te si sono mossi e si muovono a partire da un contraccolpo umano, quello che ha toccato il cuore. Grazie a te perché è chiaro che è una sola la questione evidenziata sia da quanto è successo a Brindisi sia dal terremoto che ha sconvolto la terra emiliana sia dalle profonde emozioni della memoria che va a ritrovare le immagini della terribile strage di Capaci. E la questione è che tipo di domanda è scaturita dallo stare di fronte a questi diversi drammi, è la domanda la questione seria posta da quanto è accaduto, è cosa percepisce un uomo stando di fronte al dramma della vita. Si è ridotta la domanda, questo è ciò che rende incapaci di stare di fronte ad una ragazza uccisa da una violenza indicibile, di fronte alla terra che trema, di fronte a uomini uccisi perché si sono impegnati a difendere la legalità. Si è ridotta la domanda, non si è colto ciò cui porta il contraccolpo che tutti hanno sentito di fronte a tanto male. Si è pensato che la questione fosse cosa fare per rendere la società migliore, mentre non è questa la domanda che tutti abbiamo sentito sorgere di fronte alla vita improvvisamente spezzata, è un'altra: è di che cosa può mai consistere la vita, cosa la liberi dal male, che cosa risponda al desiderio di eternità che sgorga dal cuore. Bisogna ripartire da questo livello della domanda, perchè all'uomo non bastano regole di convivenza, urge un senso, vuole la felicità!

 
24/05/2012 - Cara Anna (luisella martin)

Le tue parole sono speranza. Poichè coloro che ci guidano sembrano solo capaci di correre a chiudere la stalla quando i buoi sono già usciti, la nostra speranza è nei giovani, nei nostri figli, nelle persone come te. Molti anni fa ero a Brindisi e partecipavo alle riunioni del sindacato per migliorare la scuola nella quale entravo come insegnante dopo aver studiato e lavorato per questo. Parlavo di "persona", ma sembrava una parola ridicola, da cattolici schierati! Anni dopo, con la riforma Berlinguer gli studenti divennero utenti e smisero di essere persone per la scuola ufficiale. Successivamente gli studenti-utenti furono divisi tra alunni di serie "A" (persone) e alunni di serie "B" (irrecuperabili). Melissa è martire e tutti voi, studenti del mondo, vivendo la vita vincete sulla morte. Non dimenticatelo crescendo.