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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 25 maggio, è San Gregorio VII Papa

Gregorio VII, eletto papa il 30 giugno 1073, morto il 25 maggio 1085, dedicò tutta la vita alla riforma della Chiesa, prima come monaco e diplomatico, poi come Pontefice

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SANTO DEL GIORNO 25 MAGGIO, SAN GREGORGIO VII Il giorno 25 maggio, secondo il Martirologio Romano, si festeggia San Gregorio VII, Papa dal 30 giugno 1073 al 25 maggio 1085, che dedicò la vita alla riforma della Chiesa, prima come monaco e diplomatico, poi come Pontefice. La tradizione dice che sia nato a Sovana, nei pressi di Grosseto, intorno al 1020 e viene battezzato Ildebrando. La sua prima formazione avviene a Roma, presso uno zio abate, mentre in seguito vestirà gli abiti benedettini. Durante il papato di Alessandro II diventa cardinale e gli succede nel 1073 scegliendo il nome di Gregorio VII. Si dedica fin da subito a perseguire i membri della Chiesa che hanno mercificato la fede quasi a voler espiare le colpe di Gregorio VI, accusato di essere stato eletto papa dopo aver convinto il predecessore ad abdicare dietro un compenso in denaro. La sua Riforma è una delle più famose e importanti della Chiesa cattolica e lo vede in contrasto soprattutto con l'Imperatore Enrico IV riguardo alla lotta per le investiture. Proprio l'imperatore lo sfida nominando a Milano un vescovo di sua fiducia, appoggiato a sua volta da un gran numero di vescovi tedeschi. Gregorio VII non cede ed Enrico IV arriva addirittura a dichiararlo deposto definendolo tra l'altro un falso monaco. Arriva quindi il momento per il Papa di reagire con forza scomunicando l'imperatore che a quel punto rischia seriamente il trono, vista l'importanza di una posizione del genere da parte del pontefice. Infatti nel Dictatus papae, San Gregorio VII aveva chiaramente descritto il suo modello di chiesa, fortemente accentrato sulla figura del Papa che aveva il potere di eleggere ciascun vescovo e di esserne il diretto superiore. Inoltre prevedeva di poter destituire un imperatore dispensando i suoi sudditi da qualsiasi tipo di obbedienza. Proprio per questo Enrico IV viene convinto a chiedere perdono a Gregorio VII che glielo concede nel famoso episodio di Canossa dove si rimette alla volontà del Papa. Nonostante questo, continua a nominare vescovi e nel 1080 riceve nuovamente la scomunica e questa volta reagisce eleggendo a Bressanone un antipapa, Clemente III, e occupando Roma con le sue truppe. Viene liberato da Roberto il Guiscardo, che viene dal sud e non è ben visto dai romani, che fanno ricadere questa antipatia sul Papa.