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ALLARME TERRORISMO/ Mihoudis: c'è un "patto" anarchico tra Italia e Grecia

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Il capo della polizia, Manganelli (foto Infophoto)  Il capo della polizia, Manganelli (foto Infophoto)

Il capo della Polizia, il capo dello Stato e il ministro degli Interni: tutti d'accordo oggi a lanciare l'allarme terrorismo, in particolar modo quello della pista anarco-insurrezionalista. Parlando durante la festa nazionale della Polizia, o inviando un messaggio come ha fatto il presidente Giorgio Napolitano, i tre autorevoli esponenti dello Stato si dichiarano concordi sulla necessità di tenere alta la guardia. Il terrorismo in Italia oggi si chiama anarchia, nessun legame con le vecchie Brigate Rosse, ha detto Manganelli. E c'è da aspettarsi un nuovo salto di qualità e un intensificarsi dell'attività di questi gruppi legati all'area anarco-insurrezionalista. Non è molto d'accordo con questa analisi, pur riconoscendo la pericolosità della situazione attuale, il corrispondente de Il Quotidiano di Salonicco Dimitrios Mihoundis, esperto di storia dell'anarchia: "Si sta facendo un uso improprio della parola anarchia" ha detto "da entrambe le parti. L'anarchia vera è ben altra. Quelli che oggi mettono le bombe o sparano per strada sono i figli annoiati della borghesia benestante". Figli di una borghesia che però ha trovato una corrispondenza inedita e purtroppo efficace tra Italia e Grecia: "Certamente, si tratta della stessa organizzazione in Italia come in Grecia, legata da un abbraccio mortale". 

 

Mihoundis, in Italia il terrorismo è cosa purtroppo ben nota, non lo è sotto questa veste anarcoinsurrezionale come è stata definita. Lei sostiene anche che anarchici italiani e greci stiano lavorando insieme: da dove nasce questa alleanza?

 

E' facile notare questo legame. Ogni volta che succede qualcosa in Italia dal punto di vista del terrorismo, succede qualcosa anche in Grecia, ogni volta che succede qualcosa in Grecia, ad esempio il trasferimento di una militante da un carcere a un altro, vanno a sparare in Italia. Non si era mai assistito in precedenza a una simile reciprocità. 

 

Secondo lei è sensato che questa alleanza internazionale trovi le sue radici nel movimento no global, sorta di scheggia impazzita di quella fraternità internazionale di antagonisti? 

 

E' molto probabile, anzi direi proprio di sì. Ma c'è un precedente ancor più antico che lega Italia e Grecia. Qualche anno fa, nel 2009, un esponente dell'anarchia estremista greca, Christos Stratigopolous, venne arrestato durante un tentativo di rapina in Grecia e insieme a lui fu arrestato l'anarchico italiano Alfredo Bonanno, una figura notissima dell'estremismo italiano, già arrestato nel 1997 nel corso di un raid delle forze dell'ordine italiane. Bonanno è una figura estremamente colta, un intellettuale, autore di libri e direttore della rivista Anarchismo. Non escludo che proprio da queste frequentazioni siano nati i semi della collaborazione fra terroristi greci e italiani. Un gruppo ha influenzato l'altro: gli italiani sono molto più preparati dal punto di vista ideologico, i greci da quello pratico. I greci hanno dato visibilità a questo estremismo con scontri con la polizia, e solo tra Italia e Grecia c'è questo rapporto, non c'è ad esempio fra italiani e spagnoli. Le potrei anche dire quali sono le isole greche preferite dagli anarchici italiani. 

 

Gli anarchici legati al movimento storico dell'anarchia però prendono le distanze da questi terroristi.



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