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FAMIGLIA/ Introvigne: ecco chi sono i veri nemici

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La premessa indispensabile per il terzo passaggio che ho descritto. Essa si verifica quando la cultura marxista presente nel Paese ha già ampiamente articolato il suo attacco alla famiglia come prima depositaria dell’educazione dei figli, delegandone il ruolo allo Stato. Questa concezione subordinava la famiglia alla collettività, nondimeno le riconosceva ancora un valore in sé. Invece con la “fantasia al potere” inizia una nuova fase: con la rivoluzione sessuale la famiglia “di prima” è nient’altro che un freno alla manifestazione libera del desiderio. Questo approccio sarà sviluppato in modo coerente nei venti anni successivi, basti pensare ai Pacs in Francia.

Il desiderio di cui parla la rivoluzione sessuale è lo stesso desiderio che il Catechismo della Chiesa cattolica dice essere proprio del cuore di ogni uomo?

Credo che Luigi Giussani abbia scritto pagine molto belle su questo tema, prendendo le mosse, e non è un caso, da una delle parole più controverse della crisi che si era determinata in quegli anni. Il desiderio più profondo che l’uomo, tutti gli uomini, si portano dentro è il desiderio di Dio, il desiderio della Gerusalemme celeste. È uno dei grandi insegnamenti di Sant’Agostino più citati dall’attuale Pontefice. Nel desiderio, tipico di un amore vero e pieno, di essere perfettamente soddisfatti − il che sul piano dell’amore fisico si rivela impossibile − può darsi che ci sia il desiderio originale della Gerusalemme celeste. L’uomo però deve saperlo e comprenderne le radici; se questo non avviene, allora quel desiderio dell’altro minaccia di divenire autodistruttivo.

Si può dire cos’è la famiglia facendo a meno del concetto di natura?

Direi proprio di no. È possibile naturalmente mantenere la parola “famiglia”, dando però ad essa significati completamente nuovi. La famiglia nasce da un dato naturale che non siamo liberi di inventare. Qui le strade divergono: per il credente tale dato è creato, iscritto in un disegno di Dio sull’universo, per un non credente tale disegno non c’è e, coerentemente, quel dato diviene modificabile. La differenza e la complementarità fra l’uomo e la donna appartengono a questo dato originale.

Che cosa intende per “dato originale”?

Possiamo cambiare molte cose, ma non possiamo cambiare il semplice fatto che un giorno siamo nati, cioè che non ci siamo fatti da soli. Come non possiamo cambiare − fino ad oggi, ma penso mai − il fatto che un giorno dovremo morire. Un altro dato originale è il fatto che mentre il piccolo di tante specie animali, lasciato solo, per qualche ora sopravvive, il piccolo d’uomo, nelle stesse condizioni, muore; quindi bisogna che ci sia una istituzione la quale garantisce che non sia lasciato solo ma accudito, e per molti anni sia accompagnato verso lo sviluppo. È suggestivo che da questa riflessione nasca una scienza nuova, la sociologia.

L’immoralismo della rivoluzione sessuale in Italia è mai diventato epoca?


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COMMENTI
29/05/2012 - dove mettiamo Malthus? (attilio sangiani)

concordo con Introvigne. Tuttavia aggiungerei, alla cause culturali da lui esaminate, anche l'influenza permanente del pregiudizio malthusiano. Il CLUB di Roma,fondato da Aurelio Peccei nel 1969, con il sostegno di Giovanni Agnelli, nel 1972 diffuse un libello intitolato "La bomba demografica", che riprese in grande stile la errata profezia di Malthus, secondo il quale l'umanità sarebbe perita per la mancanza di generi alimentari. Questa teoria, anche se già dimostrata falsa, penalizza la "famiglia aperta alla procreazione" e favorisce il proliferare di unioni sterili e la diffusione della contraccezione con l'aborto.

 
28/05/2012 - ma mai dogmatici (Antonio Servadio)

concordo con quasi tutto quel che ha ben argomentato Introvigne. Non possiamo reinventarci la famiglia "come ci pare", cioè secondo vezzi passeggeri o ideologie. L'unico punto su cui invito a usare migliore cautela è l'espressione di apertura: "La famiglia nasce da un dato naturale". Perchè quell'espressione ha sì un fondamento biologico ed etologico (senza la n). Ma sotto un profilo storico, allargando lo sguardo anche su un'ampia geografia, troviamo facilmente formule familiari che differiscono da quella cui ci stiamo riferendo oggi, qua, noi. Si pensi ad es. ai clan familiari ed alle tribù, ancora oggi esistenti e ancor più comuni in tempi remoti (ad es. ai tempi e nei luoghi dell'Antico Testamento).