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FAMIGLIA/ Introvigne: ecco chi sono i veri nemici

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Da sociologo vedo le statistiche sull’abbassamento del primo rapporto sessuale dichiarato, sull’abbassamento dell’età delle gravidanze prematrimoniali, sull’aumento delle convivenze prima e fuori dal matrimonio. Posso senz’altro dire che è diventato epoca nel periodo successivo. Aiutato da un perverso intreccio tra il costume e la legge, perché certamente le leggi sul divorzio e sull’aborto hanno interagito con il costume e in qualche modo lo hanno anche prodotto.

Sono gli anni del socialismo rampante. In Italia il socialismo è stato solo la cultura di un partito di governo?

È curioso come la cultura del socialismo italiano, anche quello che Craxi ci abituò a considerare simpatico per il suo moderatismo rispetto al comunismo sovietico, veicoli al proprio interno la posizione di Turati. Il padre del socialismo italiano rivolge alla famiglia una critica di stampo libertino che mette insieme il peggio dell’ideologia marxista e il peggio dell’ideologia illuminista.

Questo ha avuto conseguenze sul piano della mentalità?

Non c’è dubbio che grazie anche alla cultura del Psi si affermò e si diffuse una forte critica agli stili di vita e alla morale tradizionale. Essa costituì in tal modo un efficientissimo acceleratore della società edonistica. Oggi si è andato ben oltre, tanto che consideriamo retroguardie alcuni esponenti di quel mondo politico; ma allora, rispetto alla morale tradizionale, l’impatto fu devastante.

Anni, fa, in alcuni saggi, lei mostrò il nesso tra gnosi e socialismo in tema di famiglia e di morale sessuale. Esiste una ispirazione gnostica nel modo in cui il rapporto uomo donna è vissuto oggi?

Se ne possono vedere gli effetti nel ritenere − non importa quanto consapevolmente − che la procreazione, ma anche il rapporto uomo-donna, sono male, perché il male del mondo, per la gnosi, coincide con l’esistenza di individualità distinte, la cui moltiplicazione agevola la caduta dal mondo delle idee e dell’uno-tutto, il Pleroma, che è buono, in quello del mondo materiale che è cattivo.

E queste antiche dottrine arrivano fino a noi?

Non dimentichiamo che tanti elementi gnostici hanno affascinato parte della cultura del 900, in ambito marxista e psicanalitico. Si ricorda quando Paul Ricœur parlava dei “maestri del sospetto”? Giovanni Paolo II riprese quella espressione di Ricœur per indicare i principali fautori della gnosi moderna, Marx, Nietszche e Freud. Questi sono i “nonni” dei quali gli attuali esponenti della filosofia di genere sono i nipoti, anche se non giurerei che questi ultimi abbiano le categorie culturali necessarie per essere all’altezza di questi temi. E tuttavia ne rimangono influenzati.

“Maestri del sospetto”, dunque. Sospetto di e su che cosa?


COMMENTI
29/05/2012 - dove mettiamo Malthus? (attilio sangiani)

concordo con Introvigne. Tuttavia aggiungerei, alla cause culturali da lui esaminate, anche l'influenza permanente del pregiudizio malthusiano. Il CLUB di Roma,fondato da Aurelio Peccei nel 1969, con il sostegno di Giovanni Agnelli, nel 1972 diffuse un libello intitolato "La bomba demografica", che riprese in grande stile la errata profezia di Malthus, secondo il quale l'umanità sarebbe perita per la mancanza di generi alimentari. Questa teoria, anche se già dimostrata falsa, penalizza la "famiglia aperta alla procreazione" e favorisce il proliferare di unioni sterili e la diffusione della contraccezione con l'aborto.

 
28/05/2012 - ma mai dogmatici (Antonio Servadio)

concordo con quasi tutto quel che ha ben argomentato Introvigne. Non possiamo reinventarci la famiglia "come ci pare", cioè secondo vezzi passeggeri o ideologie. L'unico punto su cui invito a usare migliore cautela è l'espressione di apertura: "La famiglia nasce da un dato naturale". Perchè quell'espressione ha sì un fondamento biologico ed etologico (senza la n). Ma sotto un profilo storico, allargando lo sguardo anche su un'ampia geografia, troviamo facilmente formule familiari che differiscono da quella cui ci stiamo riferendo oggi, qua, noi. Si pensi ad es. ai clan familiari ed alle tribù, ancora oggi esistenti e ancor più comuni in tempi remoti (ad es. ai tempi e nei luoghi dell'Antico Testamento).