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Cronaca

FORMIGONI/ La lettera al Corriere: mai fatto o ricevuto favori impropri da Daccò

Il presidente lombardo, Roberto Formigoni, si difende dalle accuse mossegli contro dalla stampa in seguito alle pubblicazioni dei verbali dell’interrogatorio di Piero Daccò

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Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si difende, con una lettera inviata a Il Corriere della Sera, dalle accuse mossegli contro dalla stampa in seguito alle pubblicazioni dei verbali dell’interrogatorio di Piero Daccò. Il consulente, in carcere ad Opera dal 15 novembre scorso, a quanto si apprende dalle indiscrezioni degli organi di informazione, avrebbe rivelato di aver pagato le vacanze a Formigoni, circostanza sempre smentita dal governatore. Avrebbe, tra le altre cose, spiegato di averlo ospitato in almeno tre capodanni alle Antille e per quello del 2010/ 2011 di aver speso 100mila euro per il noleggio di un aereo. Durante il Meeting di Rimini, inoltre, sarebbe stata una consuetudine ospitare Formigoni in una delle stanze che affittava presso l’hotel Meridien mettendole a disposizione di numerosi ospiti. Formigoni, dal canto suo, esordisce ricordando ai lettori che i verbali pubblicati sono coperti da segreti istruttorio e riguardano persone detenute in carcere. Inoltre, secondo il presidente lombardo, è facile manipolarne l’interpretazione, a seconda della tesi che si intende sostenere. «Quando Daccò dice "non ho mai avuto nulla in cambio da Formigoni", è chiaro quello che intende dire e cioè che non ha mai avuto favori in cambio» sottolinea, spiegando come facilmente, alla frase, si può attribuire un altro senso. Lasciando intuire, cioè, che Formigoni non ha mai rimborsato Daccò dei soldi anticipati. Sia ben chiaro: in ogni caso - ribadisce il presidente – in tutto ciò non c’è niente di penalmente rilevante. Tuttavia, facilmente rivelazioni di questo tipo hanno dato adito ad un attacco politico, nei suoi confronti, senza precedenti. Da qui in avanti fuoriuscirà un’infinità di particolari impossibili da verificare. Per questo, il capo della giunta lombarda fa sapere che non si metterà a dimostrarne l’infondatezza. Tuttavia, aggiunge che alcune delle recenti dichiarazioni sono di una tale gravità che vanno necessariamente smentite. Anzitutto, Formigoni fa sapere di esser stato sulla barda Ad Maiora di Antonio Simone qualche week end di giugno o luglio e alcuni giorni durante le vacanze di agosto. Cosa ben diversa dalla disponibilità totale di mesi e mesi che gli è stata attribuita. Le presunte spese offerte nel corso dei Meeting, inoltre, lo riguardano solo in parte: «sono stato a colazioni o a cene con centinaia di ospiti; con Daccò soltanto 2 o 3 volte in tutto». Formigoni fa sapere, inoltre, di non essere mai stato a Rio de Janeiro con Piero Daccò e che «le spese attribuite a Daccò nei resoconti giornalistici non riguardano certo me o solo me. Ricordo che Piero Daccoò è stato in tutti questi anni un imprenditore in campo sanitario soprattutto all'estero (Cile, Argentina, Israele...) con migliaia di rapporti in tutto il mondo».