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TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA/ Monumenti, Daverio: ci salvi l'Europa. Sgarbi: no, affidiamoci a Bertolaso

Una chiesa distrutta dal terremoto a Ferrara (Info Photo) Una chiesa distrutta dal terremoto a Ferrara (Info Photo)

Pensa ad una richiesta di fondi all'Unione europea? “Certo, ma non devono essere gestiti dall'Italia in prima persona; noi li butteremmo o li daremmo ai soliti “amici” o “parenti”. Occorre fare un appello vasto: L'Italia va salvata malgrado gli italiani”. Cosa sarebbe più opportuno, un commissariamento, una commissione speciale o altre soluzioni? “Se la commissione speciale - dice Daverio - è formata da italiani, preferisco due terremoti!”. Chi dovrebbe, quindi, gestire un ipotetico arrivo di fondi in Italia? “Decisamente la comunità europea, anche perché il nostro Paese non sarebbe in grado. Prima del terremoto, all'Aquila, c'erano solo quattro dipendenti alla Soprintendenza: non è il modo corretto di gestire un patrimonio così prezioso”.

Di parere opposto Vittorio Sgarbi, ferrarese, che crede fortemente nel recupero del patrimonio artistico, soprattutto nelle zone più colpite dalle scosse, a Mirabello, Finale Emilia e Sant'Agostino, trascurato dai fondi europei. “Il recupero non solo è possibile, ma è inevitabile. Occorre rimboccarsi le maniche. Fra l'altro in condizioni favorevoli, sperando che quello di oggi sia l'ultimo segno violento del terremoto, nell'arco di un mese quando tutto si sarà tranquillizzato si potrebbe partire con gli interventi di conservazione ai singoli monumenti che hanno patito i danni più gravi e restaurarli come se si facesse per ragioni indipendenti dal sisma”. “Se si riuscisse a partire già fra una quarantina di giorni con sette o otto cantieri - continua Sgarbi - nelle grandi città, per i monumenti principali, sarebbe perfetto. Ciò che sarebbe meglio evitare è fare come all'Aquila ed evacuare per anni i centri storici, invece di riuscire a ripopolarli”.

Una maggior cura avrebbe potuto evitare danni così ingenti? “Penso che dipenda più che altro dall'Unione europea che distribuisce soldi a pioggia per progetti assolutamente inutili, in particolare per fotovoltaico e rotatorie e altre cose grottesche, invece di consolidare i monumenti. L'Italia non è la Finlandia o la Danimarca e si non si capisce perché si ricorre a norme che sono uguali ovunque, dando soldi ai comuni, ad esempio, da destinare alla viabilità che non è certo la priorità per luoghi come questi”.