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LETTERA/ Caro Gad Lerner, ...

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Gad Lerner (InfoPhoto)  Gad Lerner (InfoPhoto)

Caro Gad, le parole dette in questi anni da don Carrón sono per me un continuo richiamo alla verità della mia vita. La moralità non è una perfezione pretesa per sé o per gli altri, ma una continua tensione verso il vero ed il bello, che è Cristo, che grazie alla testimonianza di tanti amici mi è offerta la possibilità di incontrare.

Mi auguro che tutti Lo possano incontrare perché tutti desideriamo il compimento della nostra vita, cioè la felicità.

Ritengo che questa tensione umana sia il modo più interessante e costruttivo per il compimento di sé ed il contributo per la realizzazione di una società più umana e più giusta.

Vedi, tutto è positivo. Anche un’ingiusta critica può diventare occasione per dare le ragioni non di una presupposta correttezza, ma di un cammino.

Ti auguro buon lavoro e spero di poterti incontrare per approfondire il nostro rapporto.

Ciao,

Antonio Intiglietta

 



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COMMENTI
05/05/2012 - Una strana sensazione (Corrado Brizio)

Sono andato a leggere su Repubblica quanto ha scritto Gad Lerner. Quando lo sento parlare (in questo caso scrivere) non posso evitare una strana sensazione. Provo a descriverla con due pensieri di De Lubac, tratti da un suo volumetto prezioso: "Nuovi Paradossi". Il primo inizia così: "Spesso un solo passo separa la più vera delle verità dal più falso degli errori" e prosegue "ci sono anche gli errori per così dire timidi, che precisamente consistono nel rimanere al di qua, nel non osare mai di andare oltre le mezze verità. L'amore della verità non va mai disgiunto dall'ardimento. Questa è una delle ragioni per cui non si ama la verità". Don Julian Carron ci ha invece dimostrato questo ardimento e amore alla Verità, che, unica, ci fa liberi e libera e riscatta anche dagli errori. Il secondo pensiero finisce così: iImporta ugualmente non dimenticare che molti di coloro che reclamano in nome della giustizia, vorrebbero soltanto, e forse in buona fede, trovarsi finalmente i più forti e i più avvantaggiati". Non è per rimandare al mittente le accuse, ma per tener presente la condizione di ognuno di noi: "Se voi, dunque, che siete cattivi..." Mt. 7,11. Cordialmente.