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Cronaca

LETTERA/ Caro Gad Lerner, ...

Su Repubblica del 3 maggio Gad Lerner ha firmato un articolo dal titolo Il cerchio di Formigoni e la penitenza di Cl. Pubblichiamo la risposta di ANTONIO INTIGLIETTA, citato da Lerner

Gad Lerner (InfoPhoto)Gad Lerner (InfoPhoto)

Su Repubblica del 3 maggio Gad Lerner ha firmato un articolo dal titolo Il cerchio di Formigoni e la penitenza di Cl. Pubblichiamo la risposta che Antonio Intiglietta, citato da Lerner, ha inviato a Repubblica.

Caro Gad Lerner,

uno dei mali più atroci di questa società è la superficialità con cui si affrontano la realtà, le persone e la vita in generale. Questo atteggiamento genera giudizi approssimativi, che a loro volta producono, inconsapevolmente, violenza nei confronti di persone e cose.

L’articolo di don Julián Carrón è l’esempio di come si possa affrontare un problema, come quello di cui tu hai scritto e parlato in questi giorni, in modo profondo, capace di tener presenti tutte le questioni e tutte le persone. Un giudizio che richiama tutti, e forse non solo chi è di Comunione e Liberazione, sulla verità di sé e sul senso del proprio fare e agire nella vita come nella società.

Mi sento totalmente e profondamente interrogato dai suoi insegnamenti, non solo da adesso, ma da quando don Giussani ha voluto donarcelo come guida per la nostra esperienza di fede. Di questo sono grato a Dio, oltre che a don Giussani.

Vivo da molti anni facendo l’imprenditore e condividendo insieme con tanti amici il desiderio che tutto ciò che di buono e di bello incontriamo in opere e iniziative possa esistere ed esprimersi al meglio.

Il mio tempo e la mia vita non sono divisi tra il lavoro, o il “business”, e “altre” iniziative, ma sono concepiti come un donarsi che non ha quale premessa il tornaconto, bensì il lasciarsi coinvolgere da quello che incontro. Da qui nasce il mio impegno di spazio, di tempo, di denaro a favore di quelle opere no-profit che ritengo utili e meritevoli nella società.

Questo ha generato in particolare una fiera (che è il mio lavoro principale) sulla valorizzazione del lavoro dell’uomo, della sua storia, della sua identità, che si chiama “L’Artigiano in Fiera”. È la più grande fiera mondiale con oltre 2.900 artigiani di 110 Paesi del mondo, che coinvolge più di 3 milioni di visitatori. Sono impegnato anche in un’altra fiera – Expo Italia Real Estate – che assieme alla comunità economica di riferimento (15% del Pil italiano) cerca di portare operatori del mondo ad investire in Italia. Ho una società di urbanistica e progettazione, di cui è socio Maurizio Filotto. Sono onorato di aver coinvolto un amico che nel suo percorso ha dimostrato ampiamente la sua serietà e correttezza, riconosciute tra l’altro dagli organi competenti proprio in questi giorni.

Tutte le mie società sono italiane, i loro bilanci sono registrati, pagano le tasse dovute. Anzi, sono uno di quei “pochi” imprenditori che pagano le tasse fino in fondo e non lo ritengo un merito, ma un dovere.


COMMENTI
05/05/2012 - Una strana sensazione (Corrado Brizio)

Sono andato a leggere su Repubblica quanto ha scritto Gad Lerner. Quando lo sento parlare (in questo caso scrivere) non posso evitare una strana sensazione. Provo a descriverla con due pensieri di De Lubac, tratti da un suo volumetto prezioso: "Nuovi Paradossi". Il primo inizia così: "Spesso un solo passo separa la più vera delle verità dal più falso degli errori" e prosegue "ci sono anche gli errori per così dire timidi, che precisamente consistono nel rimanere al di qua, nel non osare mai di andare oltre le mezze verità. L'amore della verità non va mai disgiunto dall'ardimento. Questa è una delle ragioni per cui non si ama la verità". Don Julian Carron ci ha invece dimostrato questo ardimento e amore alla Verità, che, unica, ci fa liberi e libera e riscatta anche dagli errori. Il secondo pensiero finisce così: iImporta ugualmente non dimenticare che molti di coloro che reclamano in nome della giustizia, vorrebbero soltanto, e forse in buona fede, trovarsi finalmente i più forti e i più avvantaggiati". Non è per rimandare al mittente le accuse, ma per tener presente la condizione di ognuno di noi: "Se voi, dunque, che siete cattivi..." Mt. 7,11. Cordialmente.