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PROCESSO SARAH SCAZZI/ Sabrina Misseri: Ho rischiato di confessare, parla l'amica

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Al processo per l'uccisione di Sarah Scazzi in cui sono imputate di omicidio la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano, testimonianza importante, Forse non decisiva, anche perché tutta da provare, ma che dà contorni inquietanti alla vicenda. Come si sa, Sabrina è accusata di aver ucciso la cuginetta per gelosia, mentre la madre l'avrebbe aiutata nel folle gesto. Anna Pisanò, una amica di Sabrina, è apparsa come teste in una nuova udienza del processo. Ha detto pubblicamente che sabina le avrebbe detto che dopo molte ore che sei sotto torchio degli inquirenti, ti viene quasi voglia di confessare la verità. Ma lei, a differenza del padre Michele, non lo avrebbe fatto, avrebbe resistito. Quale verità? Che ha ucciso lei Sarah? "La sera del 6 ottobre 2010 capii dalla tv che Michele Misseri aveva confessato il delitto. Ero in casa di mia figlia, che abitava di fronte ai Misseri. Vidi Sabrina uscire, mi avvicinai e mi disse 'L'hanno incastrato, l'hanno incastrato, ma anche io avrei ceduto'": ecco cosa ha raccontato la Pisanò. Sabrina poi avrebbe aggiunto che anche lei dopo sette ore di interrogatorio sotto torchio avrebbe ceduto e avrebbe detto di ave ucciso la cugina e anche dove l'avevo sepolta. "Dopo sette ore ti viene quella cosa di dire la verità e farla finita, ma non l'ho fatto. E si mise a piangere" conclude Sabrina Misseri. Il particolare interessante potrebbe essere che sabina non dice che avrebbe ceduto e avrebbe detto qualcosa, ma usa proprio la parola "verità": la verità di essere lei l'omicida? Certo, può trattarsi di un semplice uso di parole senza intendere una cosa piuttosto che un'altra. In aula, mentre Anna Pisanò raccontava queste cose, sabina Misseri è scoppiata più volte in lacrime. Anche perché la donna è andata giù pesante nel corso della sua dichiarazione, aggiungendo che in tutto il periodo in cui di Sarah non si sapeva più nulla, lei non avrebbe mai visto Sabrina sofferente o addolorata per lei. "Mentre io ero ansiosa per Sarah non ho mai visto un vero dolore in lei. Le ho chiesto dopo la scomparsa se pensava di continuare a lavorare e lei mi ha risposto che era normale riprendere a lavorare. E infatti riprese a prendere appuntamenti per il suo lavoro di estetista".


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