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Cronaca

ATTENTATO GENOVA/ Ansaldo, Roberto Adinolfi. La rivendicazione dei Gap: Siamo stati noi

Ci sarebbe una rivendicazione dell'attentato contro il dirigente Ansaldo, Roberto Adinolfi. I Gap rivendicano l'episodio ma per gli inquirenti non sono stati loro

Genova, foto InfophotoGenova, foto Infophoto

L'attentato a Roberto Adinolfi, dirigente di Ansaldo Nucleare, è opera dei terroristi. L'uomo, gambizzato in una strada vicino alla sua abitazione nel centro di Genova, non rischia la vita, ma ha riportato serie ferite. L'attentato aveva sin da subito fatto pensare a qualche gruppo terrorista di estrema sinistra: lo schema infatti era tipico di quanto facevano negli anni settanta le Brigate Rosse e altri gruppi simili, gambizzare gli esponenti della politica, del giornalismo o del mondo del lavoro, quando non li uccidevano direttamente. Adesso arriva la conferma: il network indipendente Indymedia ha pubblicato la rivendicazione dell'atto con la firma dei Gap, i Gruppi armati proletari, una sigla ben conosciuta negli anni di piombo. Una nota in cui si spiegano i motivi del folle gesto: colpire il governo Monti. Nel 2010, secondo quanto è stato dichiarato dagli inquirenti, sempre nella sede della Ansaldo di Genova erano stati trovati volantini firmati dalle Brigate Rosse. Sin dagli anni settanta la città di Genova era stato uno dei più attivi centri di reclutamento dei terroristi di estrema sinistra che qui contavano su molti appartenenti alla lotta armata. La notizia del ritrovamento dei volantini fu tenuta nascosta dagli inquirenti per non dare pubblicità ai terroristi come essi avrebbero voluto. Adesso però l'attacco armato fa temere lo scatenarsi di una nuova stagione del piombo: l'Ansando sta già pensando di mettere sotto scorta i suoi dirigenti. Secondo gli inquirenti però il testo rilasciato su Indymedia non sarebbe a opera degli esecutori dell'attentato, ma piuttosto una sorta di attestazione di solidarietà. Si pensa che gli autori possano piuttosto appartenere a gruppi di anarchici insurrezionalisti. Non ci sono conferme, ma ci sarebbe intanto un testimone che ha assistito all'attentato: si dice anche che la persona che ha sparato sia una donna. Dal bossolo ritrovato sulla scena, si è potuto intanto risalire al tipo di arma che ha fatto fuoco, una «Tokarev di fabbricazione russa calibro 7,62 Nato. Una pistola particolare ma non desueta».