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IL CASO/ La Toscana dice sì ai farmaci con cannabis. Melazzini: attenzione alle "false promesse"

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Sono farmaci che vengono dispensati in ospedale o nelle farmacie ospedaliere per chi ne fa uso a domicilio.

Quest’ultima indicazione non rischia di essere pericolosa?

Nella corretta appropriatezza della prescrizione e nella certezza del corretto utilizzo a domicilio viene chiamata in causa la responsabilità del medico curante che deve essere a conoscenza del paziente e del suo ambiente familiare. Questo, a mio parere, risulta un punto debole della legge.

Quali sono i rischi per la Toscana, che rappresenta l’unico esempio in Italia?

Il mio timore, e lo dico da persona affetta da SLA, e che ci sia una forte immigrazione di pazienti che, spinti da necessità o false promesse, possano recarsi in massa negli ospedali toscani. L’unica speranza eè che nella legge sia specificato che la somministrazione dei farmaci cannabinoidi sia permessa solo per pazienti residenti nella regione.

Pensa che il personale medico sia preparato a una proposta simile?

In termini medici mi auguro che ci siano le competenze necessarie per stabilire l’appropriatezza per le prescrizioni e la somministrazione, anche se dando uno sguardo alla prescrizione degli oppioidi nella nostra farmacopea nell’utilizzo del trattamento del dolore si testimonia la scarsa cultura su questi farmaci.

A livello etico?



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