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Cronaca

IL CASO/ La Toscana dice sì ai farmaci con cannabis. Melazzini: attenzione alle "false promesse"

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Io considero che ciò che può essere suffragato concretamente dalla farmacopea internazionale sia di corretto utilizzo: quando ci sono forti discrepanze forse varrebbe la pena di avere maggiori dati se un farmaco possa essere efficace nel trattamento o meno. Sarò il primo a utilizzarli quando avrò la certezza che il farmaco è registrato correttamente sulla scorta di dati scientifici corretti.

Lei pensa che il dibattito debba riguardare tutta l’opinione pubblica o solo il personale medico e scientifico?

Entrambi. Ci deve essere il coraggio di fare cultura e non di portare avanti un’idea. Per il personale medico questo significa un’adeguata formazione e per la società portare avanti un’adeguata conoscenza ed è per questo che è importante parlarne, informarsi e confrontarsi.

Una parte dell’opinione pubblica o i partiti antiproibizionisti sono favorevoli a questa introduzione. Pensa che possa essere strumentalizzato?

Questo provvedimento non va strumentalizzato come i radicali che gridano alla vittoria. Occorre precisare che stiamo parlando di farmaci somministrati seguendo regole ben precise e il tutto deve essere ben monitorato: non stiamo parlando di liberalizzazioni. I Radicali hanno anche depositato la proposta di legge per le altre regioni.

 

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