BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IMPRENDITORE SUICIDA/ Si vive per Equitalia o per una figlia di 15 anni?

MONICA MONDO commenta l'ennessima notizia di disperazione per la crisi che ha visto coinvolto un imprenditore salvato dalla figlia quindicenne dopo essersi appeso all’albero del suo giardino

Foto: Fotolia Foto: Fotolia

Che adulti siamo, che padri e madri siamo. Ieri l’ennesima notizia di una disperazione fatale da crisi, salvato in extremis dalla figlia quindicenne mentre si era appeso all’albero del suo giardino. Nella notizia della ragazzina che salva il padre imprenditore dal suicidio c’è tutto il rovesciamento di responsabilità, maturità, tutta la miseria di un popolo che ha perso la sua capacità più preziosa, quella educativa. Intendiamoci: questa crisi è feroce e assurda: perché andava prevista, preparata, contenuta. Perché la si è esagerata,  la si esagera, come su una  fiammella stentorea in un pagliaio una tanica di benzina. Sapremo forse a vantaggio di chi, o se emergerà soltanto la mediocrità politica di chi ci governa, e preferisce che si schiaccino gli uomini,per tenere in piedi l’homo economicus. Ma non ci si uccide per un debito: si chiede, si elemosina, ci si ingegna, ci si umilia: o siamo così inconsistenti da consistere del nostro successo nel lavoro, del nostro potere? Un padre ha il dovere di reggere, e togliersi il pane, davanti ai suoi figli. Un padre, se non è malato di nervi, e allora la crisi c'entra ben poco, è colui che sostiene, che fatica, che consola. E mette le ali, perché sicuri della sua forza ci si possa mettere in strada. Può capitare che gli errori, o le condizioni della vita, sfianchino i più robusti, e allora sarà la tenerezza, lo struggimento per la propria famiglia a spronare. Ve lo ricordate Will Smith, ne La ricerca della felicità? Non può uccidersi, deve crescere suo figlio. Si riduce all’ospizio dei poveri, per lui. Per questo è un eroe: non lo è chi cede o sbatte la sua rabbia in faccia al mondo e a chi gli vuol bene, come troppa retorica romantica sul suicidio ci ha fatto credere. Davvero crediamo che Monti o chi per lui abbiano sulla coscienza le troppe morti di questi giorni? O non piuttosto una cultura che ci spinge a rincorrere soldi e visibilità e fa coincidere la felicità con l’avere, con quel che si chiamava “Onor del mondo”? Una povertà di umanità, per cui più che i tuoi figli, la tua felicità, anche nel deserto più solitario e ostile, conta l’immagine? Con tutta la comprensione per chiunque di questi tempi bui abbia pensato di non farcela, di non poter resistere, e che non ha colpe, se non la solitudine, e la mancanza di solidarietà: perché è pazzesco che una comunità non sappia, e non si muova, oppure che i legami con la propria comunità siano inesistenti al punto da non poter domandare. 


COMMENTI
09/05/2012 - al diavolo lo spread (Diego Perna)

E' tutto vero quello che Lei dice, suicidarsi è conseguenza di qualcosa che non torna, di sbagliato sin dall'inizio. Certo che a guardarsi intorno tutto fa pensare che la realtà non ti sia amica, anzi, sopratutto per chi si è fidato, come tanti imprenditori, che mentre lui lavorava per portare avanti la famiglia, perché è un ottimo scopo quello di dare un futuro ai propri figli, e si fidava di altri che avevano scelto di fare i politici e governare il paese, da questi ultimi veniva tradito, per incompetenza o malafede.E le due opzioni sono entrambe deleterie. A Lui, però oggi arrivano le cartelle esattoriali, ancora lui dovrà pagare il costo più alto del debito, e magari in un attimo perde la testa e la infila dentro un cappio. Allora,forse sarebbe il caso, di capire dove si è sbagliato e veramente mandare al quel paese lo spread ed Equitalia, però dovremmo farlo tutti, a cominciare da chi scrive sui giornali o parla in tv,cosi da non fare sentire più sole queste persone, che non è la stessa cosa di avere un amico( vero) al proprio fianco, o una comunità ( vera)che ti sostiene e che non ti fa sentire inutile nè tanto meno un peso,anch'esso inutile, da sopportare, ma comunque è meglio che niente, tant'è che solo ora con la crisi alcuni si tolgono la vita. Se poi vediamo che Monti o chi per lui prima e prevedo anche dopo, non verrà mai incontro ai problemi economici delle famiglie, che non è lo scopo dell'esistenza o dell'essere,continuerà a vessarci i suicidi continueranno