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LETTERA CARRON/ Polito: con dolore e umiltà ha fatto un gran bene al movimento

Pubblicazione:mercoledì 9 maggio 2012

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Ho visto che, dopo la lettera di don Carrón, Formigoni ha mostrato pubblicamente questa sofferenza e il suo pentimento. La questione della sua responsabilità politica la risolveranno come credono gli elettori, alle prossime elezioni. Non è affar mio, e forse neanche nostro, intendo dire di noi che facciamo informazione. Ma di una cosa vorrei essere rassicurato. Che da domani chi milita nella fratellanza di Comunione e Liberazione sia diventato più sensibile ai rischi connessi con il lungo esercizio del potere, e consigli a tutti i suoi fratelli che lo esercitano di avvicendarsi in quell’esercizio, riducendo così il duplice pericolo, di cui ha scritto Galli della Loggia, di cadere in una pretesa di egemonismo o in una pratica di separatezza.

Anche se non sempre si può praticare la virtù, bisogna almeno predicarla, e riconoscere quando la si è tradita. Don Carrón ha fatto un gran bene al suo movimento, dicendolo con tanta nettezza e chiarezza.



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COMMENTI
09/05/2012 - il pianto di Enea (Gianmario Gatti)

“Non perché si debba pretendere troppo dall’uomo che crede, presumere in lui una coerenza tra il suo essere e il suo dover essere che dal laico,.., non ci si aspetta”. Così Polito. L’uomo che crede, non ha, alla radice, il problema del dover essere, perché “l’uomo non può nulla se tu Signore non sei con me”. Ce l’ha invece questo problema il laico e quindi anche chi crede,e tipicamente è risolto dal Diritto, meglio dalla Legge, il grande dio illuminista. Il punto allora diventa politico: perché la legge la fa la politica (oggi anche, e questo è un problema di democrazia, l’espansiva interpretazione della legge da parte della magistratura).E la politica può fare leggi che permettano” di rendere lecito ciò che è libidine”.vedi Semiramide,Divina commedia). Il cristiano prova umiliazione e dolore se la società di cui fa parte si indirizza a una cultura che sconfessa ma soprattutto impedisce la possibilità di una educazione alla ragione, la sola che può cogliere quale sia l’identità dell’uomo come unità duale: anima/corpo, uomo/donna,individuo/società. Così se Formigoni ha sbagliato o è reato (corruzione, abuso di potere) secondo legge o non è colpevole. Ma se siamo tutti colpevoli allora il problema è: dove la politica sta conducendo la società? Su questo occorre riflettere e capire come la piccola opera politica di Formigoni sia una buona politica, e come questa debba essere sorretta da una buona società.infatti l'origine della società occidentale è nel pianto di Enea.