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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 13 giugno, si celebra Sant'Antonio da Padova, dottore della Chiesa

Pubblicazione:mercoledì 13 giugno 2012

Tutti i santi Tutti i santi

Il 13 giugno si festeggia uno dei Santi più venerati nel mondo cattolico: Sant'Antonio da Padova, dottore della Chiesa. Nonostante lo si ricordi come padovano, in realtà il Santo era portoghese e il suo nome era Fernando Martim de Bulhões, nato a Lisbona da una ricca famiglia in un anno imprecisato che di solito viene indicato con il 1195. Il giovane ricevette un'ottima educazione e all'età di 15 anni decise di divenire religioso entrando nel convento degli agostiniani della capitale portoghese. Dopo due anni chiese però di essere trasferito a Coimbra per poter vivere la sua fede lontano dagli influenti parenti. Qui venne ordinato sacerdote e, nonostante vista la sua conoscenza delle Sacre Scritture e l'abilità oratoria fosse destinato a divenire predicatore, Fernando provava grande ammirazione per il nuovo ordine religioso nato da poco in Italia: i "poverelli" di Francesco. Alla notizia che cinque di loro erano stati martirizzati in Marocco dove si erano recati a predicare, decise di divenire anche lui un francescano. Per sottolineare il suo totale cambiamento di vita prese il nome di Antonio e con altri due confratelli si recò anch'egli in Nord Africa a portare la parola del Vangelo. Sulla via del ritorno però la loro nave finì sulle coste siciliane (1221) e da qui Antonio proseguì a piedi per Assisi per incontrare il maestro Francesco. Dopo un anno trascorso in un eremo nei pressi di Castrocaro, il Santo di Assisi riconobbe in Antonio la sua grande abilità di predicatore e di teologo e perciò lo inviò a tra le genti italiche perché non aderissero ai movimenti eretici che allora raccoglievano migliaia di adepti. Iniziò allora a predicare nel nord Italia dove si erano diffuse le idee patarine e dove la vita quotidiana era segnata da lotte di clan rivali e faide nobiliari. La sua grande abilità a parlare alla gente convinse Francesco a inviarlo in Francia in cui l'eresia degli Albigesi continuava ad attrarre molti cristiani in cerca di un rinnovamento della Chiesa (1124). Per due anni Antonio portò la vera dottrina cristiana in Languedoc, Provenza e Guascogna e tale era la sua passione che venne soprannominato "il martello degli eretici". Rientrò in Italia alla notizia della morte di Francesco per unirsi agli altri confratelli per eleggere il successore del poverello di Assisi.


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