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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 14 giugno, si celebra San Metodio Patriarca di Costantinopoli

Il 14 giugno si festeggia San Metodio Patriarca di Costantinopoli. Nato a Siracusa tra il 788 e l'800, Metodio ricevette un'ottima educazione e quindi si trasferì a Costantinopoli

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Il 14 giugno si festeggia San Metodio Patriarca di Costantinopoli. Nato a Siracusa in una data che viene collocata tra il 788 e l'800, Metodio ricevette un'ottima educazione e quindi si trasferì a Costantinopoli nella speranza di potersi inserire nella lussuosa corte bizantina. Qui, grazie alla guida di un monaco, scoprì in sé la vocazione religiosa e prese i voti entrando nel monastero di Chenolacco. Si trasferì poi sull'isola di Chio nel mare Egeo, dove trascorse alcuni anni e fondò un convento; in seguito il patriarca di Costantinopoli, Niceforo, lo chiamò accanto a sé nella capitale. Erano quelli gli anni in cui l'eresia iconoclasta imperversava, il movimento che propugnava la distruzione delle immagini sacre e l'abolizione del culto dei santi trovò nell'imperatore Leone V un fervente sostenitore. Si riteneva che le immagini potessero rendere il culto cristiano fonte di superstizione e idolatria, ma Metodio sosteneva invece con forza che le immagini sacre erano solo un aiuto alla devozione popolare. L'imperatore però reagì deponendo ed esiliando Niceforo e i vescovi dell'impero d'oriente decisero allora di inviare Metodio a Roma dal papa Pasquale I per informarlo dell'accaduto. Il pontefice trattenne presso di sé il religioso, finché alla morte dell'imperatore decise di nominare Metodio nuovo patriarca e di rimandarlo a Costantinopoli nell'820 con una lettera per il nuovo monarca Michele II. Ma anche costui aveva aderito all'iconoclastia e imprigionò il religioso per anni in condizioni disumane. Si narra che fosse tenuto in una tomba o in una grotta con altri due prigionieri e quando uno dei due compagni morì il suo corpo non venne rimosso ma fu lasciato a imputridire. Quando alla morte di Michele II finalmente Metodio fu scarcerato era divenuto l'ombra di se stesso, ma la sua forza d'animo era rimasta la stessa tanto che osò sfidare il nuovo imperatore Teofilo che aderiva anch'egli all'iconoclastia. Visto che affermava di odiare le immagini, il santo lo invitò a distruggere non solo quelle sacre ma anche le sue. Questa provocazione gli costò la fustigazione quindi fu gettato nuovamente in carcere.